A landedda
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Dec 4, 2022
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di Orlando Sculli
Il gioco veniva condotto con l’ausilio di scatole vuote di lucido da scarpe, preferibilmente piccole (nel passato più remoto, sicuramente con altri materiali). Si tracciava sul terreno, con un rametto, oppure con un pezzo di carbone su un marciapiedi, una stradina larga circa 20 cm, ricca di meandri tortuosi. In tutto il percorso si tracciavano anche cinque o sei sbarramenti, come traguardi, con l’ultimo posto alla fine della stradina. Finita la conta, il primo posizionava la sua scatola all’inizio e le dava un colpetto, scoccato con il pollice. Se la scatola deviava dal percorso in un punto, il giocatore al turno successivo continuava da quel punto. Chi avesse sbagliato nel superare un traguardo cominciava daccapo e vinceva la partita chi avesse superato l’ultimo. Normalmente non vi era alcuna posta in gioco. Gioco descritto da Ninì Votano e da Antonio Armonio di Brancaleone.




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