top of page

Belmonte

  • Writer: Paola Morabito
    Paola Morabito
  • Jun 19, 2022
  • 3 min read

Updated: Jun 22, 2022

di Paola Morabito



Lungo la SS 18 sulla costa Tirrenica, tra Amantea e Longobardi, dall'alto di una brulla collina si eleva maestoso e silenzioso il paese di Belmonte. Confina con i comuni limitrofi d’Amantea, S. Pietro, Lago, Mendicino e Longobardi. Numerose sono le frazioni in cui sono sparsi i circa 2000 Belmontesi: Poliano, Vadi, Spineto, Salice, Palombelli, Annunziata, Petrone, Cava, Serra, Piane, Viglia, Buda, Fosse, S.Barbara, Regastili, Campodimare, Parte, Oliveto, Cuoco e Marina.


Il suo territorio è molto fertile e ricade nell'area di produzione della cipolla rossa di Tropea Calabria IGP, ed è rinomato per la coltura del pomodoro rosa di Belmonte. per la preparazione del Gammune, un pregiato salume calabrese, simile al culatello e, formaggi, olio , vini, fichi.

Il fiume Verre, chiamato anche "fiume di Belmonte" è il corso d'acqua piu importante che attraversa la campagna coltivata a terrazze fino a raggiungere la costa. Lungo il suo corso è possibile vedere anche dei mulini ad acqua oramai abbandonati.

Il territorio raccoglie moltissime testimonianze storiche :

Il Castello di Beaumont.fu edificato nel 1270 dal maresciallo del Regno D'Angio', Drogone di Beaumont, per volere di Carlo I per controllare Amantea che si era ribellata al dominio angioino.Intorno al Castello di Beaumont nel corso dei secoli sorse un villaggio denominato San Bonaventura, in onore di Bonaventura di Bagnoregio: protettore del piccolo borgo.

Nel tempo, all'originario nome di San Bonaventura fu sostituito quello di Belmonte

Il Castello fu fortemente danneggiato da sismi del 1638 e del 1783, e dall'assedio francese del 1806; oggi rimangono solo alcune muraglie. Una torre cilindrica, una porta, un Arco e la Fossa di Cardello.

Il centro storico di Belmonte è caratteristico, affascinante, È un labirinto di vichi stretti e tortuosi e stradine collegate tra loro con

salite, affascinanti scorci, case addossate, palazzi storici che si aprono su piccole piazzette, caratteristici archi, giardini pensili e ripide scalinate. , Tanti i casati nobiliari che si sono succeduti a Belmonte: i Tarsia, i Ravaschieri, i Pinelli e infine i Pignatelli che diventarono principi di Belmonte e baroni di Tingia e Santa Barbara. Molti delle loro residenze signorili ancora oggi si possono ammirare.

Il palazzo della Torre, detto anche Palazzo Ravaschieri, Palazzo Pignatelli, Palazzo del Giudice, Palazzo del Rivellino..


Nella piazza principale del centro storico, troviamo la Biblioteca Comunale Galeazzo di Tarsia

Percorrendo le strette viuzze del centro storico di Belvedere si arriva alla Terrazza Principe Daniele Raveschieri uno dei discendenti della ricca famiglia che governarono sul principato di Belmonte nel seicento. Da qui è possibile ammirare tutto il panorama circostante con il mar Tirreno all’orizzonte, e colpisce lo sguardo di chi sulla “terrazza” del paese lo ammira dall'alto

Sul colle “Bastia” fu eretto il Monumento-faro alto 35 m per commemorare il quadrunviro fascista, Michele Bianchi ; all'interno accoglie anche il suo sarcofago.

Cospicuo il tesoro d'arte nelle Chiese. Quella di Santa Maria Assunta in Cielo è un edificio del 500: Chiesa Matrice di Belmonte .

Dal 1761 la chiesa fu restaurata ed impreziosita di stucchi e decorazioni barocche, Sotto il pavimento della Chiesa furono seppelliti in 48 fosse scavate nella roccia ad una profondità di 4 metri circa alcuni nobili del paese. Qui fu sepolto sotto il pavimento, all'ingresso del presbiterio della Chiesa pure il principe Carlo Ravischieri. Interessante la lastra sepolcrale in marmo bianco che in suo ricordo vi fece apporre la sorella Maria. Preziose le tele dell'altare dello SS Sacramento di Domenico Nicola Menzele (1777)e il quadro dell'altare Maggiore (1794) di Francesco Basile.

Nella Chiesa c’erano altre due cappelle: quella del Rosario, e quella di S.Giacomo, In frazione Calella di Belmonte, nella zona denominata Cava di Struggile ( dove si estrae il marmo verde di Belmonte) si trovano i resti delle poderosa mura del Convento dei Cappuccini, ad esso è annessa la Chiesa intitolata a San Giuseppe Fu eretta nel 1606 e fu donato ai Padri Cappuccini dalla nobildonna Maria Ravaschieri .Anche questo Convnto fu chiuso per le leggi murattiane del 1807.


La Chiesa dell'Annunziata o di Santa Maria dei Greci, nella frazione Annunziata, sorse sui resti di un tempio pagano dedicato alla dea Afrodite. Crollata nel 1434, dopo circa 50 anni fu ricostruita dall'Arcivescovo di Cosenza Carlo Domenico Del Carretto. Al suo interno è conservato un antico sarcofago su cui è raffigurato San Giorgio nell'atto di uccidere il drago. Fu apposto a ricordo della trasformazione del tempio a chiesa cristiana.

IL suo esponente letterario più illustre fu , Galeazzo di Tarsia, poeta lirico e signore di Belmonte .Figura controversa, nonostante il suo spirito poetico, si distinse per malgoverno e vessazioni che lo portarono addirittura ad essere confinato diverse volte a Lipari. Una personalità doppia, di notte poeta e di giorno tiranno tanto che i suoi vassalli stanchi dagli abusi, soprusi e ,la violenza delle sue azioni criminali lo trucidarono.

Belmonte Calabro è noto anche come centro turistico-balneare dotato di spiagge attrezzate. Interessanti è l'area degli Scogli d’Isca col suo Parco Marino.


 
 
 

Comments


Sito sviluppato da Paola Morabito e Antonia Tallarida
bottom of page