Cascate riserva valli cupe (Sersale- CZ)
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Mar 30, 2022
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Lungo il corso del fiume Campanaro, uno dei più vari e spettacolari della presila catanzarese, in soli due chilometri si trovano undici cascate, di altezza compresa tra i quindici e i quaranta metri. Tutte le cascate sono caratterizzate da una particolarità spesso interpretata dalla popolazione locale in un certo qual modo da diventare nei secoli patrimonio della memoria orale. Le cascate più conosciute sono quella di Campanaro dalla quale si può ammirare un ponte in pietra e terracotta del secolo scorso, una vera e propria opera di ingegneria civile, poi le tre cascate di Rupe tra le quali una di dimensioni eccezionali che si tuffa in una foresta tipo di equatoriale stupenda, poi le cascate dei Muschi e degli Allori avvolte dai boschi e arricchite da essenze profumatissime e dalla presenza di aironi e di tante altre specie di uccelli rari e in fine la cascata dell’Inferno, chiamata così perché ha una conformazione particolare, essendo incastrata in un canyon che forma un fosso pieno d’acqua molto profondo che secondo le credenze popolari arriverebbe all’inferno. La flora del luogo si distingue per i boschi di platano orientale rarissimi in tutto il mediterraneo e i boschi di alloro un’altra rarità che con il suo profumo rende ancora più incantevole questo fiume già di per sé meraviglioso.
Breve descrizione alcune cascate
Cascatelle del Crocchio Per raggiungere le gole del Crocchio bisogna incamminarsi per un sentiero con la staccionata, dopo la prima parte, in salita, ci si lascia alle spalle un vecchio rudere costruito in pietra, chiamato " pastillaro" dove avveniva la lavorazione delle castagne, per continuare proseguendo su un tratto pianeggiante e poi in discesa fino a raggiungere la balconata Arocha, una piattaforma in legno con una portata massima di 15 persone, dalla quale poter ammirare, proprio standoci sopra delle cascate ed il corso delle acque immerse nella natura selvaggia. Ancora pochi metri e si giunge alla cascata del crocchio, di spettacolare bellezza, con le sue acque trasparenti, che in base ai riflessi generano dei colori scintillanti. Qui si crea un piccolo bacino d’acqua in alcuni punti anche profondo dove potersi immergere e nuotare “sfidando” la corrente fino ad arrivare sotto la cascata. Qui è possibile ammirare la Felce regale, pianta antica e preziosa per il grande valore botanico.
Cascata inferno
La Cascata dell’Inferno si trova incastonata in una stretta gola con una pozza molto profonda.
In prossimità della cascata si trova il raro platano orientale, con le radici quasi immerse nell’acqua. Prima di giungere alla cascata si attraversa invece un boschetto di alloro, rarissima associazione vegetale.
La gola di accesso è occupata da enormi massi granitici, a monte dei quali si apre la strettissima gola in cui si getta la cascata, che disegna a sua volta una larga pozza particolarmente apprezzata dagli appassionati di balneazione fluviale e nota come vullu dell’Inferno. Questo nome è legato all’antica credenza popolare, diffusa soprattutto tra i pastori ma non verificata nella realtà, che si tratti di una pozza profonda più di 100 metri (fino ad arrivare all’Inferno, appunto).
La cascata, alta circa 27 metri, è circondata da pareti tappezzate da capelvenere ed acanto. Completa il sentiero un bellissimo arco naturale in pietra attraversato dalle acque del torrente.
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