Castello di Caccuri
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Sep 30, 2022
- 2 min read

Il Castello di Caccuri ha origini molto antiche, infatti fu edificato su una rupa nel VI secolo d.C. dai bizantini come presidio difensivo a guardia della Valle del Neto e del Marchesato. Nei secoli successivi il “castrum” perde la funzione militare, divenendo la residenza di famiglie prestigiose. Nel 1418 il castello è incluso tra i lasciti del Conte Carlo Ruffo di Montalto alla figlia Polissena che va in sposa a Francesco Sforza, alla cui famiglia passa il feudo. Il caccurese Cicco Simonetta segue Francesco a Milano, sino a divenire suo cancelliere e amministratore del Gran Ducato di Milano, nonché fine tessitore della politica milanese Quattrocentesca tanto che Niccolò Machiavelli, nelle “Istorie Fiorentine” scrisse: "Messer Cecco, uomo per prudenza e per lunga pratica eccellentissimo…”. Nel XVI secolo inizia per il castello un periodo di rapidi passaggi di proprietà, dalle famiglie Spinelli, ai Sersale e Cimino, sino al 1651, quando il feudo fu acquisito dai Cavalcanti, che rimasero qui per due secoli. Nel 1830 passò ai baroni Barracco, che trasformarono il castello in una residenza confortevole ed altamente tecnologica, e nella prima metà del ‘900 subentrarono gli attuali proprietari, la famiglia Fauci, che hanno ridato al castello l’antico splendore, preservandone l’autenticità: oggi è una dimora storica Ottocentesca, “vissuta” ed arredata con gusto, volta ad ospitare attività culturali ed eventi di rappresentanza, oltre che resort di lusso. Una perla del castello è la Cappella Palatina, databile 1669, con interno ad aula ripartito da un arco di trionfo sul quale spicca lo stemma dei Cavalcanti, soffitto ligneo a cassettoni e una collezione di dipinti napoletani Seicenteschi. Ma il pezzo forte è la Torre Mastrigli, simbolo dello stemma comunale di Caccuri, costruita nel 1882 dall'architetto Adolfo Mastrigli. Al suo interno nasconde un antico serbatoio di raccolta dell’acqua che doveva servire sia alle necessità abitative sia ad alimentare le fontane che abbellivano il bastione, l’androne e il giardino d’ingresso. Una scala a chiocciola retrattile consente di salire sul tetto da cui si ammira un meraviglioso panorama.
Foto @thevmaker




Comments