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Cerenzia

  • Writer: Paola Morabito
    Paola Morabito
  • Jul 3, 2022
  • 2 min read

Updated: Jul 12, 2022

Alcuni borghi calabresi nascondono misteri delle volte non in grado di spiegare e destano in me amante dell'ignoto e delle leggende molta curiosità.

Cerenzia è uno di questi borghi e fu;un’importante e gloriosa città bizantina Fondata secondo alcuni dagli Enotri, secondo lo storico greco Strabone da Filottete.

Acerenthia è un borgo fantasma posto sul territorio di Cerenzia (KR). La città venne abbandonata definitivamente nel 1844 a causa delle difficili condizioni igieniche che stava vivendo e fu utilizzata poi prevalentemente come zona per il pascolo . La città era cinta da altissime mura naturali e dominava, così come domina tuttora, la vallata del fiume Lese, un affluente del Neto, un tempo forse chiamato Acheronte, da cui ne deriverebbe l’etimologia

Contava circa settemila abitanti, nove chiese e un vescovado, i cui resti della cattedrale sono tuttora presenti nel Parco Archeologico della Cerenzia Vecchia.

Sulle sue origini storia e leggenda si confondono, conferendole un particolare fascino e di mistero.

Patrimonio comunale Cerenzia la rupe e' costituita da rocce gessoso-solfifere e anosi presenta cedimenti franosi continui che allo stato sono oggetto di diverse proposte di tutela.

Intorno alla metà del 1800 i cedimenti continui delle strutture murarie, la difficoltà di approvvigionamento di acqua potabile, malaria e terremoti, costrinsero gli abitanti ad un esodo progressivo, ed il trasferimento nel sito attuale.


Cerenzia è legata a una leggenda del XVI secolo che ancora oggi contraddistingue la tradizione secolare della gente autoctona.

Secondo un’antichissima leggenda orale, proprio in questa località si radunavano alcuni demoni intenti a complottare ed ad organizzare le sorti avverse, le sventure e le sciagure nel paese:mortalità di bestiame, colera, tifo, terremoti e quant’altro. Si dice che San Teodoro abbia addirittura liberato l’abitato da un funesto e pestilenziale drago a sette teste che flagellava la popolazione.Si dice pure che nel 1848, quando i Cerentinesi abbandonarono l'antica Acheronthia per trasferirsi nel nuovo centro che era sorto a Paparotto, riuscirono a stento a costruire la chiesa, ma non ebbero la possibilità di comprare una campana che potesse scandire lo scorrere del tempo e perdevano facilmente il conto delle ore. Per fortuna nella vicina Caccuri vi era una grande campana i cui rintocchi si udivano distintamente anche a Cerenzia, così i Cerentinesi pensarono di aver risolto il problema.Quando i caccuresi vennero a sapere

che i loro vicini avevano risolto temporaneamente il loro problema appropriandosi indebitamente dei rintocchi della loro campana, si arrabbiarono moltissimo Decisero di punire i loro vicini e, per non far arrivare il suono della campana fino aCerenzia innalzarono una siepe di filo spinato ramie frasche.Poi i Caccuresi decisero di dare una lezione ai vicini furbi.Una cinquantina di ragazzi caccuresi Scelsero 50 i tra i ragazzi piu 'robust del paese e partirono alla volta di Cerenzia per caricarsi la Chiesa sulle spalle e trasferirla a Caccuri. I Cerentinesi appresa la notizia immediatamente emanarono un bando che ingiungeva a tutte le donne incinte di Cerenzia,di sedersi sul sagrato della chiesa in modo da aumentare il peso e far fallire l'impresa degli antipatici e odiati vicini. Così fu, e i forzuti caccuresi dovettero rinunciare alla vendetta.

I cerentinesi non sempre accettavano le angherie dei vicini, li odiavano cosi tanto che spesso si inventavano delle storielle molto divertenti tanto da guadagnarsi entrambi il detto: i paisi 'e ra ciotia( i paesi degli stolti).

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