Crotone e Pitagora tra leggenda e storia
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Apr 12, 2022
- 3 min read

La città di Crotone intorno al VII/VI secolo a.C. iniziò un percorso di studio e ricerca che diede il via alla nascita della scienza medica moderna con la Scuola Medica di Alcmeone e Democede. Tale contesto fece sì che un altro settore fiorì: quello che oggi chiamiamo scienza motoria. Infatti la Scuola Atletica Krotoniate si fuse con la sapienza della Scuola Medica e portò non a caso gli atleti di Kroton a primeggiare in modo assoluto in tutti gli agoni panellenici, primo fra tutti quello di Olimpia, le olimpiadi. Per queste ragioni Pitagora, la leggenda dice dietro consiglio dell’oracolo Delfi, scelse Crotone come luogo adatto a diffondere la sua dottrina. La Scuola pose così il razionalismo alla base del metodo scientifico, la matematica era alla base della dottrina e nel contempo mirando a creare una società giusta, orientata al benessere e alla pace. Per molti anni il progetto pitagorico iniziale partito da Crotone andò avanti trovando enorme diffusione dapprima nelle città vicine fino ad arrivare poi in altri paesi del Mediterraneo.
I pitagorici iniziarono così a influenzare e governare di fatto le pubbliche assemblee, le cittadine e in breve tutta la magna grecia. I discepoli di Pitagora vivevano in una comunità organizzata e regolata dalle leggi dello stesso maestro; studiavano le discipline del quadrivio (musica, aritmetica, geometria e astronomia). Credevano anche nel potere magico dei numeri e nei culti orfici. I pitagorici furono i primi a fondare una scuola di insegnamento superiore, a Metaponto ed a Kroton molto simile alle nostre università.
La dottrina pitagorica era basata sulla matematica e sullo studio dei numeri. I pitagorici pensavano che i numeri esprimessero la “sostanza” delle cose e che a ogni cosa corrispondesse un numero.
Le testimonianze ci tramandano che, per l’armonia e l’ordine che egli vedeva in tutte le cose, Pitagora fu il primo a chiamare l’universo “cosmo”, parola che in greco significa originariamente appunto “ordine”. Il numero esprime dunque ordine e razionalità, rendendo conoscibili tutte le cose e le loro relazioni.
A quei tempi si contrapponevano due classi politiche: gli aristocratici e i democratici. Pitagora era un aristocratico mentre numerosi erano a krotone i democratici che non vedevano di buon occhio pitagora tra cui Cilone.
Cilone era un personaggio della aristocrazia crotonese, ricco, potente, di stirpe nobile, non ritenuto degno da Pitagora di far parte della scuola pitagorica, poiché era un prepotente, un collerico e un tiranno. Questi, per vendicarsi di Pitagora, ordì un complotto con i suoi amici e prese il potere della città. Cilone approfittò di un periodo di assenza di Pitagora, partito per la Grecia e precisamente alla volta di Delo per vegliare sulle ultime ore del suo maestro Ferecide, per organizzare la rivolta. Pitagora tornò a Crotone appena in tempo per vedere la fine della sua scuola.
Il complotto si concluse con una rivolta sanguinosa in città, Poi Cilone con i suoi uomini raggiunse i pitagorici riuniti alla Casa delle Muse e qui diede fuoco al tempio. I pitagorici si gettarono nelle fiamme e per aprire una via di uscita al maestro formarono con i loro corpi una sorta di ponte sul fuoco. Si salvarono tra gli altri Archippo e Liside.
Nonostante fosse scampato all’incendio Pitagora era triste perchè aveva perso diversi fedelissimi, ma aiutato dagli amici salpò all’alba dal porto di Crotone verso Locri. Ma qui purtroppo gli venne rifiutato l’approdo. La nave proseguì verso Taranto, dov’era presente un’altra importante scuola, ma anche a Taranto i potenti lo rifiutarono .La nave del maestro puntò dritta verso Metaponto, dove venne accolto con grandi onori dagli esponenti della sua scuola, che gli cedettero le chiavi della città e gli destinarono il tempio di Demetra come dimora e Casa delle Muse metapontina, tempio sito nei pressi del santuario extraurbano di Hera.
Estratto da
https://viverereadesso.altervista.org/vita-di-pitagora-e-la-scuola-di-crotone/




Comments