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Grotte di Petilia Policastro (Kr).

  • Writer: Silvana Franco
    Silvana Franco
  • May 22, 2022
  • 2 min read

Ho appreso molto sulle grotte rupestri durante una visita in cui eccezionalmente nostra guida è stato il Prof. Francesco Cosco, di Petilia Policastro (Kr), esperto in storia del territorio del periodo medievale, in monachesimo ed epoca bizantina. Grande studioso di insediamenti rupestri della zona ionica e di dialettologia. Autore di numerosi testi ed articoli. Il libro da lui scritto, più attinente a questo capitolo è: “Civiltà rupestri e siti Monastici nel Marchesato di Crotone”. Le grotte visitate insieme al professore Cosco sono quelle ricadenti in una proprietà privata di Colle della Chiesa, presso Petilia Policastro. Ci ha spiegato come distinguere una grotta del periodo preistorico da quella per uso pastorale o usata dai monaci basiliani. Le pareti completamente lisce potrebbero indicare una grotta preistorica, i segni sono cancellati dal tempo. I fori presenti nelle pareti di molte grotte servivano per creare mensole per la posa di viveri, per la lavorazione del baco da seta o all’ingresso della grotta per sbarrare il passaggio. Spesso, sottostante ai fori, si notano le cosiddette “caviglie” che sono una guida per favorire l’inserimento delle traversine alle pareti delle grotte. In questi casi siamo in presenza di grotte usate da pastori durante il periodo di transumanza. Se a questi elementi aggiungiamo inginocchiatoi, icone e croci, è chiaro che le grotte furono abitate dai monaci o da eremiti. Riconoscere se un segno inciso sulla parete di una grotta sia recente o di periodo remoto, dipende se esso è coevo con la parete stessa. Le grotte scavate dagli uomini sono generalmente posizionate con l’entrata a Mezzogiorno, perché maggiormente soleggiate, e preferibilmente vicino un corso d’acqua. Una caratteristica da evidenziare delle grotte di Petilia è che alcune di esse sono posizionate su due livelli e si notano ancora i segni dove si inserivano i pioli per salire al secondo livello. Ma a spiegare meglio il tutto e in sintesi sono le parole del Prof. Cosco:

“Il fascino di ogni insediamento rupestre. Entri in una grotta e trascorre davanti ai tuoi occhi una miriade di elementi da riferire agli eventi della storia dell’uomo dal paleolitico ai nostri giorni: i solchi degli arnesi di scavo da cui trai l’età della grotta, i fori per lettiere e per soppalchi, gli stipiti, le caviglie, i fori per le faci notturne, le nicchie per le icone … e poi croci, iscrizioni, cavità absidali, tetti intagliati a botte o a capanna, i segni delle antiche chiusure, l’uso del coccio pesto, i solchi laterali ed a terra del drenaggio delle acque interne, e tanti e tanti altri. Quasi ogni segno appartiene ad un’epoca storica diversa, perché le grotte in qualsiasi periodo scavate, sono state poi sempre utilizzate …”.

Le grotte di Petilia Policastro racchiudono tutti e tre i periodi menzionati (preistorico, pastorale e di presenza di qualche eremita) anche se prevale il periodo alto medievale.

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