Il Bergamotto di Calabria: il frutto della felicità.
- Paola Morabito

- May 17, 2022
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La fascia jonica in Calabria è il solo luogo al mondo dove la pianta del bergamotto dà frutti tanto abbondanti. Le origini di quest’albero, il cui nome scientifico è Citrus Bergamia risso, sono sconosciute . Molte le discordanze sulla sua provenienza; alcuni credono provenga dalla Cina, altri dalla Grecia o dall’antica Pergamo o Bergama. un’antica città dell’Asia Minore (da cui potrebbe prendere il nome), . Una leggenda (poichè non ci sono fonti certe)narra la storia del moro di Spagna che per 18 scudi vendette un ramo alla famiglia Valentino di Reggio Calabria, i quali lo innestarono su un arancio amaro in loro possedimento nella contrada di Santa Caterina (RC); altri si affidano al caso e sono convinti che sia stato un innesto casuale, spontaneo avvenuto per mano di madre Natura tra i( "giardini di Reggio") grandi distese di limoni cedri aranci amari limetta e mandarini della costa jonica calabrese.
Fu, talmente importante nella storia che perfino il Re Sole ne venne a conoscenza attraverso Procopio Francesco de’Coltelli. Un siciliano che, nei suoi viaggi, aveva scoperto il frutto sulle coste reggine ed aveva capito che proprio da quell'agrume era possibile ricavare una profumata acqua al bergamotto l’aveva così trasportata alla corte del Re Sole in fusti di rame.Fu proprio il profumo del bergamotto che fece sia la fortuna del frutto sia quella di Procopio. L’acqua di colonia al bergamotto deliziò i nobili francesi che iniziarono ad usarla. Ma Procopio fu doppiamente fortunato perchè seppe sfruttare anche la collaborazione con Caterina de Medici (grande appassionata di balsami ed acque profumate).Molti viaggiatori di quei tempi, di passaggio dalla nostra terra provarono ad effettuare l'innesto altrove ma, il risultato non è mai stato eccellente il bergamotto perde in elementi chimici e le caratteristiche d'eccellenza contenute nel frutto.

La prima coltivazione risale al 1750 quando il borghese Nicola Parisi, proprietario terriero lungo la costa reggina nella rada dei Jiunchi,a RC pianta il primo bergamotteto. Nel 1800 l'agrume era diventato così importante per Reggio e la sua provincia che, le piantagioni si diffusero in una lunga via del profumo che si estendeva nella fascia a nord fino a Favazzina, nella fascia a sud est fino a Melito Porto Salvo,Palizzi e Brancaleone. Originariamente l'essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale con un procedimento detto " a spugna" e, di quest'arte erano maestri gli "spiritari"che, svolgevano il loro lavoro attraverso oggetti semplici : le spugne naturali,un cucchiaio - coltello in ferro a forma uncinata infilato in un manico di legno e la cunculina ossia un catino in cui si raccoglieva lo "spirito" l'essenza, fatta assorbire precedentemente dalle spugne. Pare che per ottenere un chilo di essenza siano necessari duecento chili di frutti.

Con l’aumento della richiesta di essenza da parte dei maestri profumieri di tutto il mondo nacque la famosa " macchina calabrese" inventata dal reggino Nicola Barilla' Questa macchina tolse fascino agli “spiritari” che sono stati custodi per circa 3 secoli di quest'arte ma, garantiva una resa elevata in tempi brevi ed anche un'essenza di ottima qualita'.
L’essenza di bergamotto è base per la produzione di profumi "pregiati ed ha la particolarità di armonizzare e fissare tutte le altre essenze."

Ma cosa sarà mai questo agrume miracoloso che molti scambiano per lime o un arancia verde?
Senza dubbio predilige il clima mite , la fertilità della terra, la presenza di luce e di un sole che splende quasi 300 giorni l'anno. Ama crescere tra terreni calcarei-argillosi o alluvionali come lungo le fiumare; non ama gli sbalzi termici, l'intensità dei venti, infatti, i contadini per proteggerli nei paraggi dei bergamotteti piantano filari di eucalipti che faranno da frangivento alle piante. Questi elementi assicurano agli alberi del bergamotto una crescita rigogliosa tanto che può raggiungere i quattro metri d’altezza.
Oggi, si ricava tramite innesto di 3 rami di bergamotto su un portainnesto di un anno di età di arancio amaro, è infatti questo il solo modo per riprodurre la pianta.Viene interrato e, solo dopo i 3 anni comincerà a produrre i frutti.La sua massima resa sarà circa dopo gli 8 anni di vita e continuerà' fino ai 25 anni.I
La fioritura è molto profumata i suoi fiori bianchi, a grappolo, sono chiamati "zagare"e con il loro profumo distintivo sono la nota olfattiva che distingue questi territori in particolar modo nel periodo che va da marzo lungo le coste marine per proseguire per tutto aprile nelle zone interne.

Il frutto del bergamotto ha una forma sferica simile al pompelmo dal colore verde ma che diventa giallo come il limone quando è maturo; la pianta, vista da occhi non esperti, può essere facilmente confusa per la pianta di un limone ,è' schiacciato ai poli e,si coglie da novembre a gennaio.
I prodotti del bergamotto sono: i frutti, l'olio essenziale, il succo e la polpa.
Il loro profumo è intenso, inebriante ,basta una leggera pressione delle mani sul frutto e dalla buccia sprigiona la sua essenza emanando oltre 350 aromi differenti.
Rimane sulle nostre mani, attraverso le narici penetra dentro di noi regalandoci una sensazione di benessere-. Contiene vitamine A, C e B.
Ha proprietà antitumorali, grazie al contenuto di flavonoidi che riducono lo sviluppo delle cellule tumorali, cura il diabete .La medicina popolare in passato lo ha usato per le sue proprietà cicatrizzanti in casi di ferite, antisettiche: poche gocce di essenza diluite in acqua sono utili per preparare lavande contro le infiammazioni vaginali, vermifughe, batteriche, respiratorie , antidepressivo.
Il suo uso in gastronomia è stato scoperto da poco ma fonti storiche ci riportanl al suo uso nell'alimentazione che risale almeno all'aprile del 1536, come risulta dal «menu di magro» offerto all'imperatore Carlo V, di passaggio per Roma, dal cardinale Lorenzo Campeggi.
In commercio oggi troviamo vari alcoolici come il Bergamino (15% di frutto intero e fino al 40% di alcool), che ha ottenuto la qualifica di prodotto agroalimentare tradizionale
L'amaro al Bergamotto con erbe aromatiche e ad elevata percentuale alcolica.
L'elisir digestivo al bergamotto, detto anche Amarotto, a bassa percentuale alcolica.
La crema di bergamotto ottenuta da un infuso di scorze di bergamotto e crema di latte.
La grappa aromatizzata al bergamotto.
L'aroma dell'olio di bergamotto è utilizzato per aromatizzare il tè, nella variante denominata Earl Grey, o per ricavarne un profumato e raffinato sorbetto.
Oggi, nel Reggino la coltivazione del bergamotto e la preparazione degli oli essenziali continua. Il prodotto è sempre ricercato e, per le sue qualita', essendo un'essenza pregiata è, particolarmente soggetto a contraffazioni . A livello mondiale ogni anno si commercializzano circa tremila tonnellate di essenza dichiarata di bergamotto, mentre l'essenza genuina . prodotta annualmente ammonta a non più di cento tonnellate . I produttori reggini quindi, per difendere la qualità d questo agrume che ha tra l'altro il marchio Dop ottenuto nel 2001 , si sono riuniti nel "Consorzio del Bergamotto".Col tempo è cresciuta la consapevolezza dell’importanza anche culturale del bergamotto, divenendo anche oggetto di studi e pubblicazioni, fino alla realizzazione di un apposito “Museo Nazionale del Bergamotto” a Reggio Calabria.
Altra pecularietà di questo agrume : non marcisce mai quindi
quando non è lavorato per l'estrazione dell'essenza, è possibile utilizzarne la buccia, riversa ed essiccata, per la realizzazione di piccoli contenitori. Tradizionalmente essi erano destinati all'uso come tabacchiere.




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