Il VINO GRECO DI BIANCO- RC
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Nov 18, 2022
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di Paola Morabito

Il vino greco di Bianco (RC) è uno dei più pregiati passiti importato nel 700 a. C. dai Greci che lo offrivano ai loro dei. Per le sue specifiche caratteristiche era preferito da viandanti,guerrieri,scrittori e poeti. I suoi tralci, importati per la prima volta dai Greci, trovarono a Bianco nel comune di Casignana il terreno adatto perla coltivazione che successivamente i Romani estesero in altri luoghi del Mediterraneo. In“Calabria illustrata”, opera del cappuccino Giovanni Fiore (scritta tra il 1672 e il 1683 pubblicata postuma), è riportato uno scritto del Barrio nel quale si legge: “Qui, (a Bianco)nasce un vino straordinario per bontà, è bianco,forte, sempre migliore di se stesso, del qua lesi produce una grande quantità”. Nonostante l'emigrazione di buona parte della popolazione al Nord e l’abbandono di molte vigne, ancora oggi, chi possiede anche un solo fazzoletto di terra, si dedica con passione alla produzione del pregiato vitigno greco, ottenendo il nettare
noto come il Greco del Comune di Bianco. Il riconoscimento della denominazione di origine controllata (D.O.C) del Vino Greco di Bianco, concessa nel 1980, ne evidenzia le seguenti caratteristiche: è un bianco passito ottenuto per il 95% esclusivamente dalle uve dei vitigni greci allevati sulle colline di Bianco di Reggio Calabria. I terreni collinari sono calcarei e argillosi, pregni di minerali essenziali ad alimentare i grappoli che anche nei periodi di siccità godono di una sufficiente riserva idrica. I grappoli raggiungono fino a 60 cm.di lunghezza e gli acini sono rotondi, piccoli,succosi con buccia molto sottile. Di norma la vendemmia a Bianco e a Casignana si pratica
nella prima quindicina del mese di settembre. I grappoli, meticolosamente raccolti da mani esperte e deposti su graticci di canne, vengono essiccati al sole per la maturazione. Alcuni produttori preferiscono far appassire le uve direttamente sulle viti. Dai grappoli versati nelle pigiatrici e successivamente pressati nei torchi, si ricava il mosto che, travasato in piccole botti di legno, dovrà fermentare per 30-60 giorni prima d’essere tappate. Da un quintale di uve si ottengono non più di 30 litri di vino passito, gradazione alcolica tra 17-18 gradi, lacci conservazione va da 8 a 10 anni. Dopo circa un anno il passito, color giallo ambrato e dal profumo inconfondibile, è idoneo per esser e consumato e messo in vendita. La degustazione richiede una temperatura tra 8/10 gradi È servito come aperitivo e affiancato a pasticcini e frutta secca o a formaggi non dolci. Consiglio per i buongustai di non esagerare nel consumo




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