L'oliva di Caccuri " la Pennulara"
- Paola Morabito

- Jun 12, 2022
- 2 min read
Updated: Jun 13, 2022

L'oliva di Caccuri " la Pennulara"e.
.In un area molto ristretta della provincia di Crotone, compreso fra i comuni di Caccuri, Castelsilano, Cotronei e Cerenzia . spicca su tutte una di notevole interesse: la varietà cosiddetta “pennulara”,una varietà nota anche con la denominazione di Nostrale di Caccuri. È una delle varietà da cui si estrae l’Olio Extravergine di Oliva Alto Crotonese DOP. Un olio pregiato che regala ai sensi un fruttato intenso di carciofo ed erba falciata e dal gusto amaro e piccante.Le analisi chimiche effettuate sull'olio ottenuto dalla pennulara evidenziano significative differenze rispetto agli oli delle altre varietà calabresi. in particolare si distingue per l'elevato contenuto di acido oleico,il basso valore di acido palmitico e il valore dei principali rapporti tra acidi grassi che sono sempre ottimali per un olio extravergine di qualità.

A portare la" Pennulara" furono probabilmente i monaci Basiliani, di rito greco bizantino, i quali provenendo da Oriente si stabilirono nella vallata attraversata dal fiume Neto intorno all’anno 1000.
Lì alcuni vivevano da eremiti in grotte (ancora oggi visitabili) altri innalzarono il monastero di Santa Maria dei Tre Fanciulli comunemente chiamato “A’Patia”( Abbazia) e crearono dei centri di lavoro recuperando i terreni circostanti attraverso l’agricoltura e la pastorizia, e producendo un olio già allora riconosciuto per le sue qualità quasi “medicamentose”
.Qui, gli ulivi sono sacri , vengono coltivati con estrema cura,come se fossero qualcosa di divino.
Il territorio, composto prevalentemente da terreni sabbiosi e rocciosi, è ideale per la coltivazione della Pennulara La pianta di medie dimensioni, con portamento pendulo, ha radici profonde, come fosse attaccata alla terra e, tronchi e rami nodosi e possenti dalle chiome folte e verdi. Il clima e l'altitudine favoriscono la fioritura e la maturazione dei frutti al riparo da parassiti e insetti.E' parzialmente autofertile, e la varietà da utilizzate come impollinatrice è la Carolea. La raccolta avviene attraverso bacchiatura e brucatura a mano, quest'ultimo sistema consente di mantenere il frutto integro e ben conservato fino al momento della molitura. e assicurarsi cosi un'alta qualità del prodotto finale, ottimo condimento della cucina Mediterranea.




Comments