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La Baronessa Maria Enrichetta Scoppa : Storia (Cardinale CZ)

  • Writer: Paola Morabito
    Paola Morabito
  • Mar 23, 2022
  • 2 min read

Updated: Apr 21, 2022

La Piana di Lacina fa parte del comprensorio montano delle Serre Calabre e si trova alle spalle di Brognaturo. E’ una delle poche zone umide montane meridionali caratterizzata da un'alta concentrazione di specie rare( oltre 300) è ricca di pinete, faggete querceti secolari. Qui tra silenzio, luci, colori e paesaggi spettacolari su un altopiano detto " Chjanu da Jannara, ", in località Cardinale, dalla folta boscaglia svettano i ruderi di un antico maniero probabilmente risalente al 500. Usato inizialmente per favorire lo sfruttamento forestale il castello ebbe come ultima proprietaria la Baronessa Enrichetta Scoppa di Badolato . Nata a Sant'’Andrea sullo Ionio nel 1831, fin da giovane Enrichetta matura la vocazione di carità verso il prossimo, rimase nubile e visse nel palazzo padronale di Sant'Andrea in inverno e nel Castello Scoppa di Cardinale in estate.

Nel 1869 è consacrata “Ancella di Dio”. Poi, dopo trent’anni per la seconda volta si consacra al Signore e decide di entrare in" Congregazione delle Suore Riparatrici del S. Cuore di Gesu'" diventando da quel momento in poi madre Saveria Scoppa..Morì nella sua" Villa Condò" nel febbraio 1910.

Lasciò i suoi beni alla nipote Enrichetta Di Francia, sposa del marchese Armando Lucifero. I figli d’Enrichetta e del marchese Armando Lucifero furono i naturali eredi e ad oggi custodiscono i loro beni di Sant'Andrea e Cardinale. Questa è la vita della baronessa raccontata attraverso la storia.

Si narra invece che Enrichetta Scoppa abbia avuto una doppia vita e non sia stata la donna pia e generosa che la storia ci abbia raccontato; seppur avesse fatto voto di castità, nel periodo che abitava nella residenza della Lacina andava per i boschi al solo scopo di adocchiare giovani belli e prestanti dei paesi vicini, ed ospitarli nel castello per esperienze sessuali.Gli amanti poi li faceva sparire nelle paludi circostanti, affinché non restasse traccia delle delle sue morbose abitudini .

Aveva paura di finire all’inferno, perché i suoi avi si erano impossessati di beni appartenenti alla chiesa, precisamente ai monaci Certosini di Serra San Bruno . Si ha motivo di credere che abbia donato tutti i suoi beni non per opera di carità ma per questo motivo e, anche per placare la coscienza dei suoi tanti peccati commessi. E' difficile capire dove finisce la verità ed inizia la leggenda, oggi solo le torri e le mura, nascosti dalla vegetazione del bosco continueranno ad essere i soli depositari di questa leggenda ..di tale Baronessa di Badolato.





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