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Melito Portosalvo e Pentedattilo " la Mano di Pietra"

  • Writer: Tutt@ l@ C@l@bri@
    Tutt@ l@ C@l@bri@
  • Jun 2, 2022
  • 3 min read

di Paola Morabito


Melito, si trova nel punto piu estremo della penisola italiana.Sorge in una posizione privilegiata per il collegamento con altri paesini dell'entroterra e anche con il capoluogo Reggio Cal,al quale è collegato con una comoda superstrada,E' ricordato per i due sbarchi garibaldini 1860-1862.


Terra di miti e di leggende ,di suoni etnici ,mari cristallini e il verde degli agrumeti deve il proprio nome alla presenza del fiume omonimo, “potamòs tu Melìtu.”

In realtà il suffisso “Porto Salvo” rimanda alla Vergine più venerata dai marinai e dai pescatori, i quali furono i primi ad abitare le marine quando le scorrerie turche li minacciavano continuamente .Secondo quanto narra un’antica leggenda, un quadro fu trovato sulla spiaggia, nel periodo delle incursioni dei Saraceni,.Il quadro rappresentava una Madonna. I Melitesi, da subito credettero che quell'effige sarebbe giunta dal mare per proteggere il paese ed i suoi abitanti . Sul luogo del ritrovamento, i melitesi edificarono un Santuario dedicato alla Madonna di Porto Salvo. Fu costruito nel 1680 e finanziato da Don Domenico Alberti, marchese di Pentedattilo da cui dipendeva il feudo di Melito.( infatti la fondazione della città si deve ai primi abitanti di Pentedattilo ).In seguito a questo evento, gli Alberti promossero lo spostamento dei coloni da Pentedattilo verso la zona più pianeggiante e quindi più produttiva, fu così che la città cominciò ad espandersi. L'effige torna annualmente in processione a Pentedattilo, La processione, si svolge l’ultimo sabato di Aprile;

è il momento religioso più sentito della comunita' che rinsalda ogni anno il legame con la rupe a forma di mano. chiamata anche" Mano di pietra".



Per raggiungere

Pentedattilo bizantina si puo' anche andare da San Leonardo, risalendo da Montebello ionico.

E' una località adagiata alla base di una ciclopica pietra di arenaria rossa. Le punte della montagna sono cinque e guardandole da lontano hanno la forma di una mano con cinque dita tese; una mano protesa verso il cielo.

L'inglese Edward Lear durante il suo viaggio in Calabria nel 1847 scrisse :" la visione è cosi magica che compensa di ogni fatica sopportata per raggiungerla:selvagge guglie di pietra lanciate nell'aria, nettamente delineate in forma di una gigantesca mano contro il cielo; e nei crepacci e negli antri di questa spaventosa selvaggia piramide sono incuneate le case del villaggio,la piu strana delle dimore dell'umanità, mentre l'oscurità e il terrore gravano su tutto l'abisso circostante"

Un luogo affascinante ma che incute anche paura. Qui la notte di Pasqua del del 16 aprile 1686 si consumo' una tragedia tra le famiglie degli Abenavoli e degli Alberti.Un tempo Pentedattilo e i territori vicini erano tutti feudo degli Abenavoli ,col tempo subirono un ridimensionamento del loro territorio, che si restrinse a Montebello Jonico e dintorni, mentre Pentidattilo,divenne feudo dei marchesi Alberti.Il figlio del Barone Abenavoli, Bernardino, s'innamoro' di Antonietta figlia del marchese Alberti.Invece accadde che Antonietta venne promessa sposa a Don Petrillo Cortez'.Il Barone Abenavoli, venuto a conoscenza , accecato dalla gelosia e dalla rabbia si introdusse nottetempo nel castello degli Alberti con 40 dei suoi uomini,e compì una strage non risparmiando nessuno, neanche il piccolo fratello di Antonietta, di soli 9 anni.)Da allora gli abitanti di allora del piccolo borgo raccontavano che, nelle notti ventose d’inverno, tra gli anfratti del paese fantasma si odono delle strazianti grida, Oggi alla base della rupe chiamata anche Calvario si trova il poco che resta del castello feudale degli Alberti e del Convento dei Domenicani.Accanto la Chiesa parrocchiale detta" della Candelora" con all'interno la statua marmorea appunta della Madonna della Candelora.L'altra chiesa è quella dei SS Apostoli Pietro e Paolo.



 
 
 

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