Roghudi (R.C.): la rocca del drago
- Paola Morabito

- Apr 8, 2022
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Rogudi è un vecchio borgo abbandonato che, si trova su uno sperone roccioso e si affaccia sulla fiumara Amendolea. Qui, vivevano i Roghudesi, un popolo innamorato di quei luoghi aspri e difficili, dediti prettamente alla pastorizia che, riuscivano pure a trasformare il latte delle loro capre in formaggi gustosissimi.
Tutto finisce quando, nel 1971, una terribile alluvione li costrinse ad abbandonare velocemente le loro case con le loro povere cose e, scendere alla marina. Non faranno mai piu’ ritorno ai loro amati luoghi.
Oggi, il villaggio disabitato visto dall’alto, mostra un paesaggio imponente e un pugno di case arroccate una sull'altra che si affacciano sulla fiumara .
Questi luoghi sono affascinanti perché anche ricchi di leggende... una delle tante: pare che ci vivessero le Naradi, esseri malefici con i piedi di asina che vivevano in grotte inaccessibili agli uomini .
A pochi km di distanza del vecchio abitato si può ammirare la ROCCA DEL DRAKU, ( la Rocca del Drago). La roccia è una grande pietra ( monolite) in bilico su un'altra roccia piu' stretta squadrata che a vederla assomiglia alla testa di un rettile.
Con due grandi cerchi centrali e uno piu’ in alto a sinistra.
Drako in greco significa “occhio".
Si narra appunto che, il monolite rappresenta un drago che vive nascosto in qualche grotta del luogo e, che sia custode di un tesoro.
Il tesoro sarebbe stato consegnato a chi sarebbe riuscito a superare una prova di coraggio.
Essa consisteva nel sacrificare tre esseri viventi di sesso maschile: un bambino appena nato, un capretto ed un gatto nero.
Nessuno nel corso dei secoli volle affrontare mai questa prova, solo qualcuno ci provo’ una volta, quando nel paese nacque un bimbo malformato e, rifiutato dai genitori, due uomini misero in atto la prova di coraggio.
Uccisero sia il capretto che il gatto ma, quando fu il momento del sacrificio del bambino una tempesta improvvisa provocò la morte di uno dei due uomini, l’altro uomo sopravvissuto fu perseguitato dal diavolo sino alla sua morte.
Anche se il drago era cieco riusciva a seminare terrore lo stesso, quando si arrabbiava faceva tremare la terra ( terreno franoso) poi, un giorno capitò un monaco che si vantava di avere una voce suadente capace di addomesticare anche il drago.
Cosi fu: il monaco raccontava storielle ed il drago non pretendeva dagli abitanti del luogo nessun sacrifico. (era un drago sognatore)
Il monaco un giorno non si fece più vedere, forse morto di vecchiaia e il drago cominciò nuovamente a terrorizzare la gente del luogo.
Un pò più distante dalla Rocca sorgono 7 groppe rocciose corrose dagli eventi e vengono chiamate "Le Caldaie del Latte",
La leggenda continua che, gli abitanti del luogo per placare l'ira del drago usavano queste groppe per riscaldare il latte delle capre ed offrirlo al drago. Fino a quando non si stancarono ed andarono via abbandonando quei luoghi.




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