Rogliano -CS
- Silvana Franco

- Jun 10, 2022
- 2 min read
Visitando Rogliano (CS), il paese rinomato per gli scalpellini, sono rimasta colpita dalle facciate di numerose chiese, appunto per la presenza di bassorilievi finemente scolpiti, intagliati. Giunta in una piazza, rione Donnanni, e guardando affascinata la Chiesa di San Giorgio, la memoria ha riportato alla mia mente immagini di diverse chiese Romaniche da me visitate in Italia: il Duomo di Cosenza, la Cattedrale di Trani, il Duomo di Caserta Vecchia, ecc. Adoro l’architettura Romanica, un periodo che risale tra i secoli XI – XII, un'architettura dall'impostazione monumentale e spaziale. La nascita della cattedrale e il recupero di elementi strutturali quali l'arco, la colonna, il pilastro, la volta, elementi già usati dai romani (da qui, Romanico). E ancora, portici, rosoni, finestre piccole, le cripte, la luce soffusa, la facciata a capanna e la facciata a salienti, cioè una copertura con la successione di spioventi posti a differenti altezze. Questa è la struttura della chiesa di San Giorgio e aggiungo un altro elemento romanico (ovviamente non è sempre così), la torre campanaria staccata dal corpo della chiesa, come nel caso di questa bellissima chiesa di Rogliano. La chiesa di San Giorgio è monumento nazionale e fu costruita nel XVI secolo, probabilmente su una precedente chiesa risalente all’anno Mille, da maestranze locali, in stile romanico – rinascimentale. Ha tre navate divise da pilastri quadrangolari su cui poggiano archi a tutto sesto. Entrando nella chiesa si rimane a bocca aperta nel vedere le pregiate opere degli scalpellini roglianesi, alcune del periodo Barocco. Una di queste è l’altare centrale, realizzato in legno di castagno da Niccolò Altomare e datato 1724. La pala raffigura i santi Giorgio, Pietro, Paolo e Nicola realizzata da G. Cavalieri da Scigliano nel 1818. Nelle navate laterali sono presenti altre opere pregiate realizzate da parte degli scalpellini, a sinistra l’altare di San Francesco e nella navata destra, l’altare della Madonna Immacolata, opera di Niccolò Altomare. La chiesa fu restaurata negli anni ’20 del secolo scorso. La facciata principale presenta un portale finemente intagliato, con una finestra sopra. Sul fianco destro c’è un’altra entrata, anch’essa finemente scolpita.


















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