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Rossano " la Bizantina"

  • Writer: Paola Morabito
    Paola Morabito
  • Jun 1, 2022
  • 5 min read

Updated: Aug 24, 2022

di Paola Morabito


Rossano Calabro sorge a 275 d’altezza su un'altura collinare in una posizione straordinariamente dominante e dista 68 km da Cosenza. Delle sue origini non ci sono ancora dati certi, ma dagli scavi archeologici compiuti nelle zone sottostanti i rioni Santo Stefano e Sant’Antonio, sono emersi segni concreti di una presenza degli Enotri; un’antica popolazione autoctona presente in alcune aree dell’Italia meridionale già sin dal XIV sec a.C. e, legata nell’etimologia del nome alla coltivazione della vite. La sua posizione strategica sul mare l'ha resa una località ambita dai molti popoli che si sono succeduti nella conquista del territorio senza pero' essere mai espugnata, riuscendo a mantenere sempre una propria indipendenza culturale.

Il periodo storico più importante per Rossano è quello Bizantino: infatti, dal 540 al 1059, essa diventa una città strategica dell’Impero di Bisanzio tra le più attive e sicure del sud-Italia.Nel IX secolo ebbe un ruolo religioso molto importante, lo confermano i ben 7 monasteri basiliani e le numerose chiese monastiche nei profondi valloni sottostanti. Sicuramente ci troviamo di fronte ad uno dei piu' significavi centri della civiltà Bizantina in Calabria.

Il paesaggio naturale e la notevole conoscenza dell’agricoltura dei Bizantini fece di Rossano e dintorni un giardino caratterizzato da campi coltivati a frumento, orzo, legumi, da uliveti e vigneti e distese di alberi di frutta e querce e castagno. Importantissima fu la gelsicoltura (baco da seta) e, naturalmente tantissimi mulini. Oggi, è il centro agricolo piu' importante per quanto riguarda l'ovicultura, le clementine e la lavorazione della liquirizia.

La Bizantina come è chiamata la città di Rossano, col tempo si è scissa in due partizioni distinte: Rossano paese vecchio e Rossano Scalo.Il primo rappresenta il paese abbandonato soggetto a progressivo spopolamento causato da una serie d’eventi; il secondo, Rossano Scalo rappresenta la città d’oggi con impianti moderni, ville, negozi, condomini, stabilimenti balneari che accolgono tutto l’anno un gran numero di turisti. Altra parte interessante è il turismo culturale che privilegia la parte storica antica del paese. Qui, dove lo sguardo spazia fino al mare, sono racchiusi molti tesori, tra i tanti da non perdere e andare a visitare sono:

la Cattedrale di Maria Santissima di Acheropita ,Il monumento architettonico piu antico, eretto attorno all'anno 1000.

Al centro della cattedrale, un altare costruito tra la fine del XV secolo e il XVIII conserva l'icona della Madonna Acheropita, opera in stile bizantino. La figura della Vergine si presenta per intero e non si puo' non restare colpiti da quegli occhi allungati, la fissità dello sguardo severo mentre regge sul braccio sinistro il Bambino Sacro che ha la mano destra verso la madre nel gesto della Benedizione (alla maniera orientale) e nella sinistra tiene stretto nel pugno un rotolo. I Rossanesi a quest'icona le attribuiscono diversi meriti, la venerano e, davanti a questo dipinto restano in religioso silenzio. Ogni anno, il 15 agosto la statua in argento della Madonna dell'Acheropita viene portata in processione, cui partecipano migliaia di fedeli




E' proprio qui , in questa Cattedrale che nel 1879 nella sagrestia venne casualmente ritrovato il: Codex Purpureus Rossanensis, un manoscritto evangelico miniato del VI secolo, forse portato da qualche monaco in fuga dall'oriente al tempo delle ìnvasioni arabe e persecuzioni iconoclaste. Attualmente è conservato nel Museo Diocesano di arte Sacra a Rossano.

Riconosciuto nel 2015 come Patrimonio dell'umanità è stato inserito dall'Unesco nel Registro della" Memoria Mondiale".

La Cattedrale è collegata con l'Abbazia di Santa Maria del Patire. E' stato uno dei cenobi basiliani piu ricchi e importanti dell'italia meridionale.Possedeva una ricca biblioteca e uno scriptorium dove lavoravano monaci amanuensi per la trascrizione di antichi codici. Numerosi scritti sono sparsi per il mondo, tantissimi altri sono custoditi nei Musei Vaticani.


Del Monastero vero e proprio rimangono la parte della torre campanaria, la fonte Battesimale e una serie di arcate.

A ridosso della città vi era la cosiddetta "Tebaide rossanese", venivano cioè utilizzate grotte (le Laure) da monaci basiliani, che vivendo in solitudine e preghiera, proseguivano così la loro ascesa spirituale. L’area in questione era nei pressi della Chiesa di San Marco e riguarda il Vallone San Nicola, dove ancora oggi persistono in uno stato di abbandono e di degrado alcune di queste laure eremitiche.

Proprio la chiesa di San Marco, per stile e importanza alla Cattolica di Stilo, rappresenta bene quello straordinario movimento dei basiliani che, hanno dato tanto alla città di Rossano. In origine era probabilmente un oratorio usato dagli anacoreti, i monaci-asceti, edificato nella prima metà del X° secolo.




Rossano non è solo questo, è tanto altro. Ha dato i natali a Nicola Malena: monaco basiliano eremita, abate, amanuense, E' l’uomo della testimonianza, della Riforma religiosa del Monachesimo. Una vita dedita alla fede,allo studio, fondatore di Monasteri, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa ed è santo patrono di Rossano.


Dalla fine dell’età bizantina (1059) in poi Rossano perde progressivamente il ruolo di protagonista nella storia della Calabria, pur mantenendo una sua intensa vitalità ed intatto il suo prestigio; specialmente al tempo dei Normanni e degli Svevi quando, risparmiata dalla feudalizzazione, si conserva città regia e quindi libera Università. Ma nel 1417 passa sotto il Regime Feudale,diventa e rimane Principato, quasi per 4 secoli.Le famiglie feudali che si avvicendano alla guida della città in questi secoli determinano un rallentamento e un ristagno dell'economia che tutto ruota attorno all'ovicoltura( i basiliani coltivavano l'oliva bianca : la leucolea) . Nonostante tutto questo Rossano continua a svilupparsi urbanisticamente; sorgono numerosi e grandi i palazzi gentilizi, Chiese e Monasteri, masserie, torri costiere, (come il castello di S. Angelo

Da quest’ambiente ricco e stimolante, luogo d’incontro e di sintesi di diverse sensibilità, crocevia tra l’Oriente e l’Occidente, zona ascetica di intensa spiritualità, nacquero delle Associazioni di carattere scientifico, filosofico e giuridico note col nome di Accademie.Rossano ne ebbe due : dei Naviganti e degli Spensierati.Proliferano le istituzioni religiose tra le quali il Seminario Diocesano.

Merita essere ricordata la figura dell'Arcivescovo di Rossano Gianbattista Castagna,che nel 1590 fu nominato Papa col nome di Urbano VII. Il suo Papato duro' solo 13 giorni, poi mori'.


Rossano si libera dallo sfruttamento de Feudalesimo solo nel decennio francese, periodo che va dal 1806 al 1815 nella seconda metà dell’800; è centro di numerosi circoli culturali e produce vari giornali e periodici. Nel 1876 Rossano inaugura il tronco ferroviario Jonico ,avvia la prima illuminazione elettrica e le prime centrali termo elettriche della Calabria.Nel 900 partecipa alla Resistenza e alla lotta di liberazione, Vive come tutta la Calabria la piaga dell'emigrazione e, tutt'oggi combatte assieme a tutti i Calabresi il processo lento di ricostruzione della vita civile e democratica della regione, continuando ad esercitare sempre il ruolo di città trainante e di guida, nel vasto territorio della Calabria Jonica Nord Orientale.

Il 31 Marzo 2018 dopo la fusione con il vicino comune di Corigliano è un importante e popoloso centro urbano la cui storia gloriosa lo ha reso il centro piu ricercato della piana di Sibari.







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