Santuario Madonna del porto (Gimigliano- CZ)
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- Mar 16, 2022
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Storia: Le origini della Basilica della Madonna di Porto si identificano con la storia di un giovane errabondo, Pietro Gatto, figlio della società del XVIII secolo. Siamo nel 1751. I boschi della zona erano il suo rifugio. La sua era una vita di emarginato, costretto a nascondersi per non cadere nelle mani della giustizia. Nella notte, in sogno, una celeste visione gli cambia la vita. È la Madre di Dio che gli indica il luogo dove innalzare un nuovo altare della fede e attirare folle di pellegrini nel cammino verso il pentimento e la conversione. “È mia volontà che tu costruisca una cappelluccia a Porto”. Le parole della Bella Signora e l’apparizione in sogno turbarono l’animo del giovane che decise di eseguire quanto richiesto dalla Vergine : costruì la “cona”, autorizzato dal vescovo di Catanzaro, in maniera alquanto rozza e maldestra (che nessuno riuscì mai più ad aggiustare), vi fece dipingere l’immagine della Madonna di Costantinopoli e decise di passare la sua vita seguendo la morale cristiana. Si fece chiamare Fra Costantino e stabilì la sua dimora nel “romitaggio” che sorge nei pressi della “Cona”.
Di lì a poco i fedeli di Gimigliano avrebbero costruito il santuario come riferisce il Lamannis “chi somministrando legname, chi calce, chi fatica, chi denaro per cui nel breve spazio di tre anni giunse a compirsi la Chiesetta”.
L’originaria ed elegante chiesetta che custodisce l’edicola di Pietro Gatto rappresenta il “cuore del Santuario” ed è la meta privilegiata del pellegrino. Una suggestiva spiritualità emana da quella sghemba e rozza costruzione opera di mani inesperte. Essa poggia saldamente sul “promontorio di pietra” indicato dalla Madonna a Pietro Gatto, lasciando immaginare al visitatore lo scenario che si presentava all’epoca della rivelazione.
Nella volta sono affrescati, in superbo stile ottocentesco, i quattro evangelisti, mentre le decorazioni rispecchiano un’inconfondibile eleganza propria del tempo.
Nuovo Santuario del 1975
-La grandiosa riproduzione in mosaico veneziano dell’immagine della Madonna e dei “Quattro Evangelisti”
-Il Presbiterio, decorato da artistici marmi come il giallo di Siena, l’Alicante di Spagna, l’onice dorato, il marmolit tedesco.
-La mensa eucaristica in marmo sostenuta da quattro angeli di bronzo
-Le vetrate istoriate della cupola simboleggianti la vita della Madonna
-Le vetrate istoriate delle navate laterali rappresentanti alcune icone della litanie lauretane
-L’artistica statua policroma di San Giuseppe. Molto venerata dai fedeli, l’immagine rappresenta lo sposo della Vergine che tiene per mano il Bambino Gesù La statua è attribuita a Giacomo Colombo (Este di Padova, 1663 – Napoli 1731).










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