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Saverio Strati

  • Writer: Paola Morabito
    Paola Morabito
  • Jan 27, 2022
  • 6 min read

Updated: Feb 10, 2022

Nasce il 16 agosto 1924 in un paesino della costa ionica a Sant'Agata del Bianco. E' stato uno scrittore meridionale calabrese, esperto del mondo latino, cultore della filosofia. Ha amato tanto la sua terra ,scrisse un' enorme quantità di libri e lasciato una notevole quantità di scritti non pubblicati. Nasce e cresce in una famiglia proletaria. A 11 anni dovette abbandonare la scuola e contribuire economicamente ad aiutare la famiglia. Svolge fino all'età' di 20 anni diversi lavori quali il contadino ed il muratore. Amava lo studio e la letteratura e non abbandono' mai l'idea di continuare a studiare.Lesse tanto, autori decisivi per la sua formazione, della levatura di Tolstoj, Hugo, Dostoevskij e Verga.

Con l'aiuto economico da parte di uno zio ,consegui' ormai adulto la maturità classica a CZ. Inizialmente, per assecondare la volontà dei genitori, seguì' le lezioni di Medicina, ma dopo un breve periodo passò alla facoltà di Lettere e Filosofia; frequentò le lezioni del critico letterario Giacomo Debenedetti . Forzo il 'destino e cercò' un incontro col grande scrittore Corrado Alvaro che avvenne nel 1953. Appuro' che il grande scrittore sanluchese sarebbe andato a Caraffa del Bianco per salutare la sua anziana madre, cosi lascio' per qualche giorno gli studi di Messina e fece di tutto per incontrarlo. Alvaro , sempre a favore degli umili e della scrittura si offri di leggere i suoi scritti. Incoraggiato dal parere favorevole dello scrittore e da tanti altri , riordino' tutti i suoi racconti in un volume : la Marchesina. Fece leggere il romanzo a Debenedetti . Il professore ne rimase affascinato tanto che egli stesso, l'anno successivo portò il dattiloscritto ad Alberto Mondadori a Milano.

Nei suoi libri descrive e racconta con molto realismo il Mezzogiorno e la Calabria del dopoguerra. Denuncia la sopraffazione dell’uomo sulla donna, ma anche dell’uomo sull’uomo, attraverso lo sfruttamento delle persone facendo leva sullo stato di miseria, sulla mancanza di cultura e sull’analfabetismo allora dilagante, storie di vite semplici(tutt'ora esistenti in molti paesi dell'entroterra), storia di pastori, di massari, di agricoltori e contadini, di pane, di zappe. Racconta in particolar modo la drammaticità dell'emigrazione che negli anni 50 toccò anche ad un intellettuale come lui. Emigra a Firenze e da subito inizia a collaborare con un giornale “ Nuovo Corriere” che gli pubblica dei racconti . ,Nella sua semplicità di uomo schivo , seppur socialmente impegnato , mantiene sempre la consapevolezza del suo Autodidattismo che comunque cerca sempre di superarlo impegnandosi con la ricerca e l'approfondimento. Molte altre riviste letterarie cominciano a pubblicare i suoi scritti. Nel frattempo scrive la Teda ed inizia Tibi e Tascia. Nel 1958 sposa una ragazza svizzera e li si trasferisce per un periodo di tempo. Torna a Firenze nel 1964 e si stabilisce a Scandicci. Qui, passa gli ultimi decenni sella sua vita assieme alla moglie, rinchiuso nel suo modesto appartamento. Strati rimase profondamente ferito dal trattamento ricevuto dalla casa editrice Mondadori; accadde infatti che gli rifiuto' di pubblicare la raccolta di racconti Melina, già in bozze. E gli respinge il romanzo Tutta una vita (fino a oggi rimasto inedito).Finisce cosi che l'ultimo erede e autore di libri della realtà meridionale, tradotti in tutto il mondo , esonerato dalla Mondadori, stanco e privo di risorse sindacali, si umilia scrivendo una lettera alla Redazione del giornale” Il Quotidiano della Calabria” denunciando la sua condizione indigente . Una lettera carica di amarezza , dai toni amari che cerca di risvegliare le coscienze : chiede aiuto, chiede che le possa essere concessa la legge Bacchelli( un sussidio statale) di cui già beneficiavano tanti artisti e scrittori tra cui Gavino, Ledda, Alda Merini,

Grazie alla campagna promossa da “ Il quotidiano della Calabria “ che pubblica la sua lettera, dopo pochi mesi per lo scrittore arriva la concessione dei benefici previsti dalla legge Bacchelli.

Nel 2010 riceve anche una laurea honoris dall’Università della Calabria, conferitagli dalla Facoltà di Lettere e Filosofia.

IO SAVERIO STRATI

“Io, Saverio Strati sono nato a Sant'Agata del Bianco il 16 agosto 1924. Finite le scuole elementari, avrei voluto continuare gli studi ma era impossibile, perché la famiglia era povera. Mio padre, muratore, non aveva un lavoro fisso e per sopravvivere coltivava la quota presa in affitto. Io mi dovetti piegare a lavorare da contadino a seguire mio padre tutte le volte che aveva lavoro del suo mestiere. Piano piano imparai a lavorare da muratore. A 18 anni lavoravo da mastro muratore e percepivo quanto mio padre ma la passione di leggere e di sapere era forte. Nel 1945, a 21 anni, mi rivolsi a mio zio d’America, fratello di mia madre, per un a aiuto. Mi mandò subito dei soldi e la promessa di un aiuto mensile. Potei così dare a Catanzaro a prepararmi da esterno, prendendo lezioni da bravi professori, alla maturità classica. Fui promosso nel 1949, dopo quattro anni di studio massacrante. Mi iscrissi all'università di Messina alla facoltà di Lettere e Filosofia. Leggere e scrivere era per me vivere. Nel ‘50 -‘51 cominciai a scrivere come un impazzito. Ho avuto la fortuna di seguire le lezioni su Verga del grande critico letterario Giacomo De Benedetti Dopo due anni circa di conoscenza, gli diedi da leggere, con poca speranza di un giudizio positivo, i racconti de La Marchesina. Con mia sorpresa e gioia il professore ne fu affascinato. Tanto che egli stesso portò il dattiloscritto ad Alberto Mondadori della cui Casa Editrice curava Il Saggiatore. Il libro La Marchesina ebbe il premio opera prima Villa San Giovanni. Alla Marchesina seguì il primo romanzo La Teda, 1957; alla Teda seguì il romanzo Tibi e Tascia che ricevette a Losanna il premio internazionale Vaillon, 1960. Ho sposato una ragazza svizzera e ho vissuto in quel paese per sei anni. Da questa esperienza è nato il romanzo Noi lazzaroni che affronta il grave tema dell'emigrazione. Il romanzo vinse il Premio Napoli. Nel 1972 tornato in Italia la voglia di scrivere è aumentata. Ho scritto Il nodo, ho messo in ordine racconti, apparsi col titolo Gente in viaggio con i quali vinsi il premio Sila. Negli anni 1975-76 scrissi Il Selvaggio di Santa Venere” per il quale vinsi il Super campiello, nel 1977. A questo libro 10 assai complesso seguirono altri romanzi e altri premi. Il romanzo I cari parenti ricevette il premio Città di Enna; La conca degli aranci vinse il premio Cirò; L'uomo in fondo al pozzo ebbe il premio città di Catanzaro e il premio città di Caserta. Nel 1991 la Mondadori rifiutò, non so perché, di pubblicare Melina già in bozza e respinse l'ultimo mio romanzo Tutta una vita che è rimasto inedito. Con i premi di cui ho detto e la vendita dei libri avevo risparmiato del denaro che ho usato in questi anni di silenzio e di isolamento. Ora quel denaro è finito e io, insieme a mia moglie mi trovo in una grave situazione economica. Perciò chiedo che mi sia dato un aiuto tramite il Bacchelli, come è stato dato a tanti altri. Sono vecchio e stanco per il tanto lavoro. Sono sotto cura, per via della pressione alta. Esco raramente per via che le gambe a momenti mi danno segni di cedere. Nonostante questi guai porto avanti il mio diario cominciato nel 1956. Ho inediti, fra racconti e diario, per circa 5000 pagine. La mia residenza è a Scandicci. Saverio Strati p. s. Devo aggiungere che avendo editore alle spalle e libri da pubblicare e da ristampare, non mi sono preoccupato a organizzarmi per avere una pensione, un’assistenza nella vecchiaia. Non ho, da anni, una collaborazione a giornali o a riviste. Perciò non ho nessun reddito e quindi è da tre anni che non faccio la dichiarazione dei redditi. Faccio inoltre presente che alcuni dei miei romanzi sono tradotti in francese, in inglese, in tedesco, in bulgaro, e in slovacco e in spagnolo (Argentina).I Miei racconti sono apparsi in riviste cinesi e in antologie dedicata alla narrativa contemporanea italiana: in Germania, in Olanda, in Cecoslovacchia e in Cina.”


Muore in silenzio il 9 Aprile 2014 a Scandicci ( Fi)



Tra i tanti romanzi e racconti pubblicati segnalo alcuni tra i quali i seguenti, che sarebbe il caso di leggere: La marchesina (Mondadori, 1956), La teda (Mondadori, 1957), Tibi e Tascia (Mondadori, 1959), Mani vuote (Mondadori, 1960), Avventure in città (Mondadori, 1962), Il nodo (Mondadori, 1965), Gente in viaggio (Mondadori, 1966), Il codardo (Bietti, 1970), Noi lazzaroni (Mondadori, 1972), È il nostro turno (Mondadori, 1975), Il selvaggio di Santa Venere (Mondadori, 1977), Il visionario e il ciabattino (Mondadori,1978), Il diavolaro (Mondadori, 1979), Terra di emigranti (Salani, 1979), Piccolo grande Sud (Salani, 1981), I cari parenti (Mondadori, 1982), Ascolta, Stefano (Mursia, 1984), La conca degli aranci (Mondadori,1987), L'uomo in fondo al pozzo (Mondadori, 1989), La casa vicino al mare (Guida, 1990), Il vecchio e l'orologio (Manni, 1994), Melina (Manni,1995).




 
 
 

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