Scolacium (Borgia -CZ)
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- May 2, 2022
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L’antica città di Scolacium sorgeva lungo la costa ionica dell’odierna Calabria, a presidio del Golfo di Squillace. Questo, insieme al Golfo di Lamezia sull’opposto versante, definisce un istmo coincidente con il punto più stretto della penisola italiana.
L’area del parco archeologico di Scolacium, attualmente espropriata, faceva parte dei possedimenti delle famiglie dei baroni Mazza e, prima ancora, della famiglia Massara di Borgia, che avevano qui un’azienda per la produzione di olio. In questo luogo, fin dal 1800, emersero numerosi reperti antichi conservati dalle famiglie proprietarie del fondo. L’interesse archeologico verso quest’area portò, dalle prime indagini sistematiche a metà degli anni sessanta, condotte da Ermanno Arslan, all’esproprio statale del 1982 che trasformò l’intera area in parco archeologico. I ritrovamenti più antichi, all’interno del territorio di Roccelletta, risalenti al paleolitico inferiore e superiore, sono alcuni reperti costituiti da industria litica su selce ed ossidiana, ritrovati nella campagna di scavo 2002-2003, durante una serie di ricognizioni per conto della Sovrintendenza della Calabria.
Il parco Comprende una vasta area che si estende lungo 35 ettari, all’ombra di un rigoglioso uliveto secolare, ed ha il privilegio di far parte di quel nucleo fondamentale e fascinoso della storia antica noto come un Magna Grecia.
I ritrovamenti archeologici ne definiscono appunto l'identità con l'antica colonia greca di Skylletion, di cui però nulla rimane, cui successe la romana Minerva Scolacium e poi l’insediamento medioevale nomanno. E secondo numerosi altri studi, ci sarebbero molti altri indizi che farebbero pensare all’esistenza del borgo, ancor prima dell’arrivo dei greci.
Il percorso di visita inizia con l’imponente la chiesa abbaziale edificata dai Normanni tra l'XI e il XII secolo e probabilmente mai portata a compimento, forse utilizzata come struttura di difesa, chiamata appunto Roccelletta. Lungo il percorso, di Scolacium, troviamo poi il foro, il teatro, l’anfiteatro, la necropoli, ed anche il Museo Archeologico, allestito in un edificio a due piani appartenente al complesso signorile dei baroni Mazza, proprietari del fondo espropriato dallo Stato per la costituzione del parco, dove sono esposti consistenti materiali provenienti dagli scavi e afferenti ad un arco temporale che va dal VI sec. a.c. al VI sec d.c.
Il Parco ospita altresì un interessante museo di archeologia industriale: il Frantoio (all’interno, tra l’altro, il primo frantoio elettrico della Calabria).
foto di Francesco Pezzimenti


















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