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Serra San Bruno tra natura e storia

  • Writer: Paola Morabito
    Paola Morabito
  • May 10, 2022
  • 5 min read

Updated: May 11, 2022


Tra la Sila a nord e l’Aspromonte a sud si sviluppa una catena montuosa molto interessante dal punto di vista naturalistico: le Serre, denominate le Alpi del sud-, Il nome Serre, secondo alcuni, si dovrebbe al particolare allineamento dei monti e delle colline che ricordano i denti di una sega, per altri, invece deriverebbero dalla presenza di numerose segherie attive in età antica. Un luogo questo, ove il panorama ci richiama alla mente quello della Sila: boschi secolari di faggete e pinete, imponenti pini larici, abeti bianchi, castagni, ontani, lecci pioppi, aceri e grandi pascoli. Inoltre Inoltre

la ricchezza d’acqua, che sgorga da sorgenti, forma ruscelli, torrenti e fiumare che s’infilano in profonde gole e, soprattutto nel versante orientale, creano anche cascate, come quelle di Marmarico con i suoi oltre 90 m di dislivello o, quelle più piccole ma non meno affascinanti della fiumara Assi. Numerose anche le sorgenti naturali d’acque oligominerali. Qui, tra questi spettacolari paesaggi di montagna è situato l'antico borgo di Serra san Bruno,un piccolo centro di circa 7000 abitanti ,il più importante delle Serre vibonese. Deve la sua origine alla venuta del monaco Brunone di Colonia, maestro e fondatore della Certosa di Grenoble; monaco colto e stimato che dedico' la sua vita alla

ricerca di Dio in silenzio e in solitudine.

Ruggero I d'Altavilla, conte di Sicilia e Calabria, amico fraterno di Bruno di Colonia, nel 1091 gli fece dono di alcuni boschi delle Serre, in una località chiamata Torre, a circa 790 mt d’altitudine per la costruzione del suo eremo. Fondò, cosi in un’amena valle circondata da foreste ataviche un eremo di clausura e lo chiamo' la Certosa di Santo Stefano del Bosco; primo monastero d'Italia e, secondo in Europa dopo di quello di Grenoble, in Francia.

Bruno di Colonia ,racconta nelle tante lettere i luoghi delle serre calabresi in cui visse in eremitaggio, luoghi dove anche l'aria che si respira è di assoluta quiete.

«In territorio di Calabria, io abito in un eremo abbastanza lontano, da tutti i lati, dalle abitazioni degli uomini. Della sua amenità, del suo clima mite e sano, della pianura vasta e piacevole che si estende per lungo tratto tra i monti, con le sue verdeggianti praterie e i suoi floridi pascoli, che cosa potrei dirti in maniera adeguata? Chi descriverà in modo consono l’aspetto delle colline che dolcemente si vanno innalzando da tutte le parti, il recesso delle ombrose valli, con la piacevole ricchezza di fiumi, di ruscelli e di sorgenti? Né mancano orti irrigati, né alberi da frutto svariati e fertili».

Oggi, Serra San Bruno

vanta un bellissimo centro storico il quartiere Terravecchia e , Spinetto quartiere più nuovo del primo perché costruito dopo il terremoto del 1783 che aveva distrutto buona parte del centro storico, rendendolo fatiscente e perciò denominato "terra vecchia" Il Borgo Ospita numerosi spazi verdi, dove giornalmente si organizzano escursioni, percorsi naturalistici, religiosi e culturali.

Qui la cultura penetra la natura e, la natura rende interessante la cultura.

Il patrimonio architettonico di Serra San Bruno è costituito per lo più dalle sue chiese.La cittadina offre al visitatore chiese ornati da stupendi portali in pietra e di arredi in legno, opera dell'artigianato locale che si tramanda ancora da padre in figlio da almeno sette secoli.( tutte edificate in seguito al disastroso terremoto del 1783). La Chiesa Matrice dedicata a San Biagio s'eleva in Piazza Barillari , costruita in forme barocche nel '700, con l'alta facciata in granito e, con moltissime statue al suo interno. Elegante anche la facciata della Chiesa dell'Assunta di Terravecchia. così come quella dell'omonima chiesa di Maria SS. Assunta ( Spinetto.), entrambe sono edificate in stile barocco. Notevole la facciata della Chiesa di Maria SS. dei Sette Dolori, tutta rivestita in granito e forme barocche.

Altre chiese che meritano essere visitate sono:la :Chiesa di San Gerolamo, Chiesa di San Rocco. )la Chiesuleda (piccola chiesa)


Ma, l'interesse principale del borgo è il Monastero Certosino( la Certosa).Mitico luogo di culto è ancora oggi oggetto di profonda devozione popolare .



Distrutta quasi tutta dal terremoto del 1783, venne ricostruita nel '900. Conserva parti dell'edifico medievale ed ospita al suo interno il Museo della Certosa che espone interessanti dipinti del XVI e XVII secolo

.Oggi,all'interno del Monastero vivono pochi frati, I certosini sono soggetti, come secoli fa, alla rigida regola monastica della clausura.

. L’unico ponte con il “mondo esterno” è il museo realizzato nel 1994. Visitarlo significa ripercorrere il cammino del Santo dalla Francia alla Calabria e varcare idealmente le soglie di un mondo quasi inaccessibile. In 20 ambienti sono fedelmente riprodotti i luoghi dove si svolgono le loro giornate; il chiostro, la cappella le celle in cui dormono, pregano e consumano, in totale solitudine, i pasti. E' possibile vederli ogni lunedì durante la loro passeggiata nei boschi. Assolutamente vietato all'interno della Certosa è, l'accesso alle donne, Non è concessa loro neppure la visita all’imponente Biblioteca presente all’interno.

Non distante dalla Certosa un comodo percorso su strada sterrata( il sentiero Frassati) ci conduce al Laghetto dl San Bruno e al Santuario di Santa Maria del Bosco che sorgono immersi tra un silenzio di pace tra faggi, castagni ed abeti bianchi. Qui le acque di una sorgente sono state convogliate in laghetto dove una statua di San Bruno inginocchiato si trova

immersa nelle acque gelide. Secondo la tradizione in quel luogo erano seppellite le ossa di San Bruno e quando furono portate alla luce per essere trasferite nella chiesa dell'abbazia, in quel punto sgorgo' una sorgente, quella che oggi alimenta il Laghetto. In queste acque per secoli e ancora oggi, Ogni anno, nel lunedì dopo la Pentecoste, la gente si bagna nelle sue acque gelide che sembra guariscono i malanni del corpo e quelli dell'anima. Lo stesso San Bruno passava ore in preghiera, immerso fino alla cintola per vincere la sua quotidiana lotta col Demonio. A trarre beneficio da questo bagno purificatore sono soprattutto gli " spiritati" ovvero i posseduti dal Demonio o dallo spirito di un uomo morto ammazzato o deceduto in circostanze misteriose

Durante il rito dell'esorcismo, ad un gesto del certosino esorcista, gli "spiritati" sono sollevati di peso e buttati nelle acque gelide del laghetto.

L'economia di Serra San Bruno si regge quasi esclusivamente sull'agricoltura. Molte, infatti, le terre coltivate a cereali, patate, segale, castagne, ortaggi produttivi i (la maggior parte dei quali sono a conduzione familiare) I grandi e verdi pascoli ,favoriscono l'allevamento d’ovini caprini e suini e. conservando la tipicità delle vecchie tradizioni sono prodotti anche ottimi latticini, formaggi e salumi. La vera specialità del piccolo borgo sono i funghi. Serra è denominata la“città del fungo”. Porcini, "ngudhiti", ovuli, gallinacci, spugnole, "russiedhi, ma anche l'hygrophori, un fungo molto apprezzato dai serresi Essi sono serviti in diversi modi, crudi, trifolati, marinati, fritti, Ma il bosco è conosciuto, anche per le castagne e le molte varietà di erbe aromatiche e officinali . Da molti anni, poi Serra San Bruno é considerato un centro turistico. In qualsiasi periodo dell'anno grazie alle numerose attività ricettive presenti sul territorio e ai suggestivi luoghi naturali preesistenti.La cittadina riesce ad accogliere migliaia di turisti. Il commercio è fiorente, soprattutto quello alimentare. Resiste l'artigianato con la presenza di botteghe per la lavorazione della terracotta, con falegnamerie e officine di fabbri ferrai che mettono sul mercato arredi in legno e ferro battuto per esterni e interni. Resiste ed è ancora presente l'arte del ricamo e del cucito seppur le esperte rimaste sono molto poche.


IL 15 Agosto i serresi festeggiano la Madonna dell'Assunta in Cielo, ma c'è un particolare abbastanza singolare :Serra è divisa in due quartieri Spinetto e Terravecchia .In entrambi i quartieri si celebra lo stesso giorno (15 agosto), lo stesso orario con le due statue identiche, Due palchi, due illuminazioni, due bande musicali, due processioni ;le due Confraternite gareggiano per avere il primato della migliore festa.



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