Staiti e la Chiesa di Santa Maria dè Tridetti
- Paola Morabito

- Dec 19, 2022
- 3 min read
di Paola Morabito

Percorrendo la SP 66 da Brancaleone, s'incontra un cartello turistico che indica la direzione per raggiungere Staiti piccolissimo borgo di appena 200 abitanti o poco piu' a 550 m s.lm.) che si affaccia sulla Vallata della fiumara Bruzzano definita pure Valle degli Armeni , per la presenza dei numerosi segni lasciati qui dalle popolazioni armeni giunti qui a partire dal V secolo .
Le sue origini sono molto antiche; ( documenti storici ci riportano al 1500 circa) , nato sicuramente come villaggio di pastori e contadini,oggi rappresenta il classico borgo medievale fatto di case basse dai tetti di tegole rosse disposte seguendo l'andamento del terreno tra cui si aprono " vineglie" , archi, scale, maschere apotropaiche.
Nel centro abitato emerge, la Chiesa parrocchiale detta Santa Maria delle Vittorie voluta per ricordare la vittoria di Lepanto del 1571, edificata nel 1612.
Di particolare interesse storico ed artistico è l'interno della Chiesa; molte le opere artistiche custodite tra le quali una statua marmorea, della Madonna col Bambino datata 1652. Ma, la più forte attrazione del piccolissimo centro pre aspromontano lo troviamo alla periferia d’ingresso di Staiti, nella contrada “Batia” (badia-abbazia perché si pensa che in origine vi fosse annesso un cenobio brasiliano, poi andato distrutto) in prossimità del torrente Pantano.

Qui immersa tra gli uliveti emerge la meravigliosa Chiesa di Santa Maria dè Tridetti ,un Monumento di grande interesse storico, artistico e spirituale uno dei piu' importanti di eta' bizantino-normanna. Qui, le stratificazioni di pietra racchiudono secoli e secoli di storia, La scopri' nel 1912 Paolo Orsi(,illustre storico e archeologo) e secondo la sua teoria la fondazione risalirebbe alla seconda metà dell'XI secolo , altri sostengono prima dell'anno Mille.
Ph Salvatore Vatrano
Le origini incerte della Chiesa avvolgono la storia di questo luogo in una leggenda; la tradizione popolare tramanda che in tempi molto lontani un forte maremoto si sarebbe abbattuto su Delia (città greca della costa ionica meridionale, distrutta dai Saraceni nel IX secolo). e gli abitanti per salvarsi sarebbero fuggiti, molti qui, nella contrada Batia di Staiti. Qui la gente, scampata al pericolo e volendo ringraziare Nettuno, dio del mare, fece edificare un tempio, ed è da Nettuno che prende il nome “Tridetti”, del termine “tridente” che era appunto l’arma del dio del mare.
Nei secoli a venire, su quel tempio distrutto venne eretta dai i monaci basiliani una Chiesa che chiamarono Santa Maria del Tridente (chiara allusione alla divinità del mare), che poi in gergo divenne Tridetti.
Non era di certo destinata ad accogliere fedeli ma era una chiesa dove officiavano solo pochi monaci basiliani.
dell’attiguo convento di cui ogni traccia è scomparsa”.
La facciata della chiesa è rivolta ad occidente, mentre l’abside ad oriente. Sul frontespizio un piccolo campanile a cuspide ed un portale leggermente ogivo fiancheggiato da due mezze colonne. Di particolare interesse è la forma della cupola, i cui resti lasciano chiaramente dedurre una conformazione geometrica riferibile ad una tradizione islamica ,è sorretta da robusti pilastri in cotto e all’interno è sostenuta dagli archi del presbiterio sormontati da capitelli marmorei provenienti dai templi della magno-greca di Locri. Il sistema di costruzione di questa è del tutto bizantino, ma qualche arco si rifà alla cultura islamica
Un luogo di preghiera edificato con semplicità di materiali ove le stratificazioni di pietra simboleggiano la massima espressione della cultura e religiosità dei popoli di quel tempo” Oggi, è luogo di curiosità e studi ma bisognoso di cure per la conservazione Ultimamente restaurata e dichiarata Monumento Nazionale.la Chiesa rimane un autentico gioiello architettonico in perfetto stile orientale,sintesi e fusione della maniera Bizantina e Normanna.

Ph Giovanna Marazzita




Comments