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Frutti

  • Writer: Tutt@ l@ C@l@bri@
    Tutt@ l@ C@l@bri@
  • Jul 14, 2022
  • 5 min read

Updated: Nov 21, 2022

Di Orlando Sculli

Susino di Ardore


Con il prof. Giuseppe Bova mi lega un rapporto di amicizia trentennale basato sull’affetto reciproco e sull’interesse comune per il nostro territorio tanto prezioso, ma altrettanto trascurato dagli abitanti che stanno vivendo un periodo di perdita d’identità dovuta all’introduzione nel nostro mondo di falsi valori basati sul nulla.



PERO GRECO DI MOTTICELLA


Pirus communis L. Famiglia Rosacee


Una decina di anni addietro, Mico Marino ex insegnante di educazione artistica, bravissimo acquarellista con un passato abbastanza interessante, in quanto aveva lavorato nel campo dei fumetti con una società editoriale francese e con la casa editrice di Sergio Bonelli, che gli dedicò una scheda su Tex Willer, più di trent’anni addietro, reduce da un viaggio in Grecia, ritornò nella sua Motticella, risiede ad Imperia, con degli innesti custoditi in una borsa termica, accuratamente avvolti in pezzetti di plastica nera, della varietà di un pero.

Quercia castagnara


Quercus Virgiliana Ten.


Fam.Fagacee


Tale biotipo di quercia, contiene nella definizione il cognome del grande botanico del Regno delle Due Sicilie, Michele Tenore , che l’aveva studiato.

Il nome non scientifico di Quercia Castagnara è dovuto al fatto che le sue ghiande sono dolci e che cotte alle braci hanno un vago sapore di caldarroste.


Prunu agustaricu o virdella


Prunus domestica L.

Fam. Rosacee


Nel mondo contadino che all’improvviso, agli inizi degli anni 50 del 900, venne meno traumaticamente ed improvvisamente, le tante varietà di susino che dotavano gli orti, le vigne ed i giardini mediterranei, avevano una funzione molto importante nell’alimentazione delle famiglie contadine, che non potevano tralasciare nessuna risorsa per poter tirare avanti nella difficile vita di tutti i giorni.

leggi di più https://assrudina.wixsite.com/orlandosculli/post/prunu-agustaricu-o-virdella


Piru curtu o pedi curti Facci russa


Pirus communis L. Fam. Rosacee

I peri nella cultura contadina avevano un ruolo molto importante e i loro frutti scandivano anche alcune attività agricole, con i prodotti freschi o essiccati. Nello stesso tempo essi caratterizzavano anche il comportamento dei ragazzi che erano forgiati nella loro umanità dalle stagioni dell’anno.


Piru Curtu o Pedi Curtu facci janca


Pirus communis L.


Nella secondo metà di luglio cominciavano a maturare i frutti della varietà Piru curtu o Pedi curtu, denominato in questi due modi diversi, a seconda del paese del circondario di Bianco dove era coltivato. dove fra l’altro erano distinte due sottovarietà: la facci janca che produceva delle pere interamente bianche tendenti al giallino e la facci russa con la parte colpita dal sole soffusa di un tenue rosa.

https://assrudina.wixsite.com/orlandosculli/post/piru-curtu-facci-janca


Piru colacissaricu

di Orlando Sculli

Piru Colacissaricu

Prirus communis L.

Famiglia Rosacee

Il nome di tale varietà apparentemente è misterioso in quanto contiene in sé almeno una glossa d’origine greca e di conseguenza è radicata nel territorio da moltissimi secoli, e sembrerebbe difficile identificare il significato.



Piru campanegliu

di Orlando Sculli

Piru Campanellu

Pirus communis L.

Nelle comunità agricole le pere rappresentavano una risorsa notevolissima sia per gli uomini che per gli animali, fino agli inizi degli anni 50 del 900, quando la civiltà contadina collassò improvvisamente e con una velocità incredibile, morendo prima di trasformarsi in altro.

Infatti si passò dall’aratro di legno come strumento principale nella lavorazione dei campi o la zappa, dall’asino come mezzo di trasporto, all’abbandono totale dei campi nello spazio di pochi anni.


Pero Tropeano


Pirus communis L.

Famiglia Rosacee


Si resta sbalorditi dell’abbondanza di varietà di peri che si riscontrano nel territorio della Locride e specie in quella parte che va da Bianco a Brancaleone.

Infatti a sud di tale area, nel territorio di Palizzi e in quello di Bova, si ritrovano delle varietà comuni, che indicano che nel passato i due territori , quello di Bova e quello di Palizzi, erano più intimamente connessi di quanto non lo siano adesso e lo dimostrano gli elementi che sono comuni nel mondo del germoplasma.



Pero Spinella

Pirus communis L.


Il pero è una delle poche specie di piante che sono stati presenti in Europa e nell’Africa settentrionale prima che in altri contesti e di conseguenza in millenni ha potuto differenziarsi in numerosissime varietà , specie nei paesi del bacino del Mediteranneo .In Calabria le varietà di pero sono numerosissime ed ogni territorio vanta specificità che non appartengono ad altri , talvolta vicini e probabilmente ciò è dovuto al fatto che tante comunità siano provenienti da mondi lontani da cui avranno portato nella nuova sede le essenze dei paesi d’origine.

https://assrudina.wixsite.com/orlandosculli/post/pero-spinella


Pero di S. Anna

Pirus communis L.

Fam. Rosacee


Agli inizi degli anni 80 del 900, lo scrivente ebbe la fortuna d’incontrare a Bova Marina Bruno Casile, l’ultimo degli ellenofoni veri di Bova ,nel senso che denominava con la lingua degli antenati persino il respiro delle piante. Egli aveva abitato sin dalla nascita a Cavalli , contrada impervia e isolatissima ai pied i dei Campi, incassata tra Licofosso ( la valle del lupo ) e Vardar, con sullo sfondo la cima del monte Cerasìa.

https://assrudina.wixsite.com/orlandosculli/post/pero-s-anna


Moscatello invernale di Motticella


Pyrus Communis L.


Fam. rosacee


Esplorando il settore dei peri, si resta stupiti dell’abbondanza delle varietà che venivano espresse da ogni territorio, non riscontrabili in altri immediatamente vicini, mentre solo qualche varietà, di qualità non eccezionale, risulta comune a molte aree e questo appare inspiegabile ed irrazionale seguendo la logica che alla qualità e alla bontà dei frutti deve seguire la diffusione della varietà stessa https://assrudina.wixsite.com/orlandosculli/post/moscatello-invernale-di-motticella




Pera d’Inverno

o Lisciandruni

Pirus communis L.

Famiglia Rosacee

Tale varietà aveva un’importanza fondamentale nell’economia di sopravvivenza delle famiglie contadine del nostro territorio ed ogni campo corredato da tanti alberi da frutta possedeva almeno una pianta di pero Lisciandruni o Lissandruni.

Già il nome appare strano in quanto deriva dal nome di persona Alessandro, detto in determinati territori, tra cui Samo, dove il pero era molto diffuso, Lisciandru, per cui Lisciandruni potrebbe significare il grande o il grosso Alessandro



Pero Garofano e Cannella di Ferruzzano


( Piru Garoffalu e Cannella )


Pirus communis L.


Tale denominazione ,ossia Garofano e Cannella, dà adito a delle contraddizioni in quanto in alcuni territori essa si riferisce alla varietà chiamata Moscatello, che fra l’altro da un posto ad un altro si presenta in modi diversi , per cui sicuramente esistono tipi diversi di Moscatelli .


Una riprova di ciò è stata constatata di recente a Motticella di Bruzzano dove denominano Garofano e Cannella una varietà di pero che altrove , in svariati territori, specie del Catanzarese, viene chiamata Moscatello, mentre a Motticella stessa Moscatello viene chiamato un pero, in fase d’estinzione, che dà delle pere medio-piccole interamente gialle che maturano tra la fine di giugno e i primi di luglio.



Pero degli angeli o Ngelica


Pirus communis L.


Famiglia rosacee


La presenza di tale varietà di pero è legata a quella della gente di Ferruzzano, che si era spinta al di fuori del suo stretto ambito territoriale nella coltivazione dei campi, veicolata dalla presenza a Ferruzzano stessa dei baroni Caffarelli, titolari di un subfeudo del ducato di Bruzzano, che amavano abbellire i propri possedimenti terrieri, da varietà insolite di fruttiferi.


Essi avevano vasti latifondi costituiti da migliaia di ettari nei comuni di Ferruzzano, Bruzzano, S. Agata, Caraffa del Bianco, Staiti e marginalmente in quello di Africo; naturalmente i comuni erano nati con le Leggi Eversive della Feudalità dell’agosto del 1806, volute da Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone e re di

https://assrudina.wixsite.com/orlandosculli/post/pera-degli-angeli-o-ngelica



Pero Castiglione facci janca


Pirus communis L.


Famiglia rosacee

Tale varietà risulta presente solo nel territorio di Ferruzzano in un solo esemplare e per il momento non è stato riscontrato in nessun altro.

Ogni comunità possedeva delle varietà proprie, però tutte quante ne avevano numerose che occupavano con la loro produzione un arco di tempo molto lungo ; infatti esso si articolava da giugno fino a dicembre.

Le pere migliori però vengono prodotte da piante che fruttificano a giugno e luglio, con una demarcazione chiara alla fine di luglio, quando le varietà cominciano produrre frutti sempre meno deliziosi man mano che si avvicinano al mese culminante della produzione: agosto.

I primi frutti cominciano ad apparire nella prima decade di giugno e sono delicati e profumati e tale tendenza continua man mano che ci si addentra nell’estate; il massimo della prelibatezza viene raggiunto dalle varietà che offrono i propri frutti nelle prime due decadi di luglio.


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Pero Cassità


Pirus Communis L.


Fam. Rosacee


Della ricerca ormai disperata e talvolta dissennata della biodiversità perduta fa parte anche questa varietà in assoluta estinzione che ebbi l’opportunità di mettere relativamente al sicuro, in quanto una ricerca non si può reggere su una singola persona, per giunta non qualificata dal punto di vista scientifico, che non ha modo di diffonderla opportunamente attraverso dei canali istituzionali.

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