I Minerali e le miniere della Calabria
- Paola Morabito

- Mar 2, 2023
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Updated: Mar 4, 2023

La Calabria non è solo terra d’agrumi e peperoncino o spiagge di sabbia desertiche, scogliere che cadono a picco su acque trasparenti, foreste, montagne, fiumare, vallate, aree archeologiche che, rievocano la storia dei popoli che qui hanno vissuto influenzandone l’anima la lingua la gastronomia, ma è una terra che
possiede anche un prezioso patrimonio di rocce e minerali poco noto nella regione a molti di noi ma, sfruttato soprattutto dai colonizzatori d’ogni epoca.
Giornalmente calpestiamo oro, argento piombo, ferro e numerosi altri minerali.
Quanti vantaggi lavorativi ne trarrebbero la gente calabrese se le miniere che un tempo erano in attività lo fossero ancora oggi? Un censimento dal Ministero dell'Ambiente rende noti 59 siti estrattivi, di cui 29 miniere a cielo aperto e 31 in sotterraneo. Ma cosa si è estratto dal sottosuolo calabrese? Sono tantissimi i minerali rilevati nei siti di estrazione:
sono: Zolfo, Feldispati Caolino, Mica, Marna da cemento, Manganese, Salgemma, Lignite, Lignite xiloide
Silicati idrati alluminio, Barite, Fosforite, Limonite, Quarzo, Molibdenite, Grafite, Arsenopirite, Cinabro. e tanto altro.
Di seguito riporto solo alcune informazioni sulle aree che sono state oggetto di sfruttamento minerario in Calabria.
A Cosenza e provincia troviamo Miniere di galena argentifera, a Longobucco, Lungro di Altomonte di salgemma, di smeraldi, rubini di smeraldi nella cda di Monte Cucuzzo nella località San Pietro in Amantea.
Miniere nella provincia di Catanzaro (Miniera di barite a Catanzaro, pirite a Gimigliano, grafite a Olivadi,
Miniere nella provincia di Crotone (Miniere di zolfo tra Strongoli e San Nicola, salgemma a Belvedere Spinello, solfuri a Cerenzia,
Miniere nella provincia di Vibo Valentia (Grafite e calcare vicino Vibo Valentia)
Miniere nella provincia di Reggio Calabria (Miniera borbonica del ferro di Pazzano, Stilo Mongiana, Serra San Bruno (dovunque si vuole scavare si trova nelle viscere della terra così tanto ferro da poter asportare.) molibdenite a Bivongi, lignite ad Agnana, Argento anche nel territorio di Motta San Giovanni, Caulonia,
Bivongi e Santo Stefano d'Aspromonte, pirite a Stilo, Talco a San Lorenzo. Oggi,
queste aree rappresentano siti di straordinario interesse per l'archeologia industriale e luoghi da valorizzare per un'esperienza turistica.
Ciò che resta di una fiorente attività estrattiva è ancora li, consumata dal
tempo, ma capace di suggestionarci e farci scoprire il passato di una Regione che ha ancora tanto da raccontarci e insegnarci.




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