Canígghja canígghja
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Aug 31, 2022
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Gioco che veniva organizzato tra fanciulle. Si avviava la conta in un gruppo più o meno consistente di partecipanti. La sorteggiata guidava il gioco nelle vesti di “mamma” e custodiva le sue figlie per difenderle dalle insidie di una “ladra”, un’altra sorteggiata che tentava di “rubare”, ad una ad una, tutte le fanciulle. Quando la ladra si avvicinava e tentava di toccare una “figlia”, la “mamma” fingeva afflizione cantilenando: “Canígghja, canígghja non pozzu perdíri sta gioja di figghja! Canígghja, canígghja non pozzu perdíri sta gioja di figghja!”. Era sufficiente che la “ladra” toccasse una delle “figlie” raccolte in gruppetto perché venisse considerata “rubata”. Bastava però, che la “mamma” toccasse la “ladra” prima che “rubasse” la figlia, perché questa stessa si trasformasse in “mamma”, e così di seguito. Si terminava quando la ladra rapiva tutte le “figlie” alla “mamma”. Il gioco era praticato a Ferruzzano.





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