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Castello di Gerace

  • Writer: Tutt@ l@ C@l@bri@
    Tutt@ l@ C@l@bri@
  • Oct 16, 2022
  • 2 min read

Il Castello di Gerace, oggi allo stato di rudere, sorgeva sulla rocca più alta a dominio dell’ antico borgo, oggi uno dei più belli della Calabria, e della vallata sottostante.

Risalente probabilmente al VII secolo, la sua esistenza è confermata nel X secolo, quando subì le devastazioni, insieme a tutta città, da parte delle truppe bizantine, i quali, successivamente, provvidero alla nuova edificazione sui resti dell’antico impianto greco-romano.

Questo maniero conobbe il suo massimo splendore quando la città fu sotto il dominio dei Normanni (XI secolo), i quali realizzarono degli ammodernamenti con lavori volti alla restaurazione e soprattutto alla fortificazione del castello stesso.

Nel periodo Aragonese per fronteggiare le armi da fuoco nemiche sulla facciata principale furono create feritoie, guardiole e camminamenti interni in aggiunta al torrione a base circolare sulla sua parete rettilinea.

In seguito, il castello è stato sede di feudatari locali: Caracciolo, marchesi d’Aragona, De Cordova, De Marinis e i principi Grimaldi di Genova. Ad ogni distruzione causata dai continui e violenti terremoti che investirono questa parte di Calabria, seguivano puntuali ricostruzioni e rimaneggiamenti.

Il castello di Gerace, circondato da possenti mura difensive, possedeva ingegnosi sistemi di canalizzazione delle acque piovane, che confluivano nel grande pozzo centrale. All'interno dell'area del castello vi era anche un piccolo oratorio bizantino con abside arricchita da pregevoli decorazioni pittoriche e che rimase funzionante fino al XVII secolo.

Delimitato da uno strapiombo naturale dal resto della città, era possibile accedere alla struttura solo per mezzo di un ponte levatoio di circa 10 metri che poggiava su un pilone intermedio, ancora esistente, ricavato nella roccia.

Inoltre il castello era dotato di un'ampia sala d'armi, chiamata Sala di Mileto, di un bel cortile interno con ampio colonnato, corridoi scavati nella roccia e numerosi altri ambienti adibiti a tutte le funzioni. Interessanti sono soprattutto i resti ben visibili dell'imponente torrione centrale del castello a pianta cilindrica, di lunghi basamenti monolitici, e di pareti realizzate con blocchi megalitici provenienti dalla rupe di Gerace.

In alto si stagliava lo stemma in marmo bianco a forma di scudo incorniciato da una fascia di pietra lavica nera ornata dalla raffigurazione di un leone, due torri, dei gigli e delle pignatte, originario stemma della famiglia Altavilla (Normanni) e dei suoi alleati.

Sulla parte inferiore si apre la grotta che ospitò il ritiro del monaco basiliano Antonio, che in seguito diventerà Sant’Antonio del Castello: uno dei Santi Patroni della città di Gerace.

Nella zona antistante il castello vi è un piazzale, detto Baglio, probabilmente dal nome di un magistrato che nella piazza emetteva le sentenze. Riservato un tempo al commercio e alle attività militari, dal Baglio si gode uno splendido panorama sul paese di Antonimina, e su tutta la valle omonima che ospita gli impianti termali e le famose Acque Sante Locresi.

Foto: Roberta Eliodoro

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