Castello di Simeri Cruchi
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Nov 9, 2022
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Il Castello di Simeri Crichi fu edificato intorno al X-XI secolo dai bizantini, su un promontorio, avente una posizione strategica e molto suggestiva, da cui era possibile controllare la valle sottostante e il golfo di Squillace dalle incursioni dei saraceni, che costrinsero gli abitanti a migrare verso l'interno in cerca di luoghi più sicuri per vivere. Costruito con pietra di fiume e malta, in epoca successiva, il feudo venne amministrato dai Falloc. Nel 1266 passò ai Ruffo che lo trasformarono in residenza privata. Distrutto dalle rivolte dei Centelles, i quali persero i loro possedimenti per insubordinazione alla Corona Spagnola, nel 1482 fu riadattato dagli Ayerbo d’Aragona e nel XVII secolo, durante il viceregno spagnolo, fu oggetto di lavori di adeguamento. Dimora dei Borgia, dei Ravaschieri, dei Di Fiore, dei Barretta-Gonzaga, fu danneggiato dal terremoto del 1783 e passò ai De Nobili, che ressero il potere fino all'eversione della feudalità (1806). Oggi è di proprietà del Comune di Simeri Crichi e i resti si ergono solitari su una collinetta. La consistenza del rudere non consente una ricostruzione del manufatto che appare di discreta estensione: conserva pressoché intatta la cinta muraria esterna lievemente scarpata, una imponente torretta cilindrica rastremata verso l’alto senza cordolo marcapiano e buona parte della cittadella con il Palacium Castri, sede del potere.
Fotogramma preso dal video di Calabria da Esplorare @calabria_da_esplorare




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