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Castello Rocca Imperiale

  • Writer: Tutt@ l@ C@l@bri@
    Tutt@ l@ C@l@bri@
  • Dec 15, 2022
  • 2 min read



L’imponente Castello Svevo, posto sulla sommità del colle dove è arroccato il borgo di Rocca Imperiale, fu fatto edificare da Federico II nel 1221, al quale seguì tutto intorno lo sviluppo del centro abitato da cui prese successivamente il nome (originariamente era chiamato ”Castrum Licarcari” o “Ricarcari” per la presenza di numerose fornaci utilizzate per la produzione di mattoni).

Il Castello venne edificato in un luogo di grande importanza militare e strategica infatti è a controllo dell'intero Golfo di Taranto e dell’antica via Appia-Traiana.

Nei secoli successivi molti furono i feudatari che si avvicendarono nel governo del territorio, come i Cavalieri dell’Ordine Gerosolimitano sotto Carlo I d’Angiò, che qui soggiornò nel 1271, gli Aragonesi e poi le varie famiglie nobiliari tra cui i Carafa e i Raimondi.

Il borgo fu costantemente martoriato da lotte di potere e incursioni barbaresche, infatti nel 1664 il castello resse all’attacco di ben 4000 pirati saraceni che devastarono Rocca, distruggendo, per ritorsione, l’antica chiesa duecentesca di Santa Maria in Cielo Assunta.

Dopo essere passato nel 1717 ai duchi Crivelli, che alterarono notevolmente il maniero trasformandolo in una piccola reggia, aggiungendo delle grandi fabbriche sovrastanti gli ambienti medievali, nel 1835, dopo essere stato spoliato dei suoi arredi e dei mobili, passò al vescovo Pujia di Tursi che, abbandonata l’idea di insediarvi un seminario, lo trasformò in una cava di materiale edile soggetta ad ogni sorta di vandalismo. Fu acquistato dalla famiglia Cappa nel 1903 e abitato fino al 1989, quando gli ultimi eredi della casata decisero di donarlo al comune di Rocca Imperiale che lo rese negli anni fruibili a tutti.

Il castello ha una pianta di forma quadrangolare, costituita da una maschio poligonale a scarpa e presenta ad ovest una torre federiciana a sezione cilindrica senza scarpatura, a Nord-Ovest una torre amigdaloide(detta Torre Frangivento) di manifattura aragonese, a Nord-Est la torre “Polveriera”, con base troncoconica e sezione superiore cilindrica, conforme alla splendida torre di Sud-Est finemente decorata da beccatelli e cinta da merli e caditoie, nello stile tipico aragonese.

Il mastio è circondato da un muro di cinta, provvisto di parapetto, che limita un fossato largo e profondo circa otto metri. Un primo ponte, introduce ad una via sopraelevata racchiusa in un bastione merlato (La Cittadella), fino al secondo ponte, un tempo levatoio, e al portale di Federico, varcato il quale ci si trova difronte ad imponente scalone, decorato da grandi archi a tutto sesto, che porta sulla Piazza d’armi.

Nella struttura sono presenti alcuni ambienti particolari tra cui la cucina, dotata ancora di cisterna, lavatoi, fornelli di diversa grandezza e forni per la panificazione, le carceri, le casematte, le scuderie, che conservano una magnifica pavimentazione di ciottoli, gli stalli dei cavalli e le mangiatoie, alcune stanze dall’incerta destinazione d’uso ed ai saloni di rappresentanza del palazzo Crivelli.

Foto: Mario D'Angelo

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