I cciappi
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Sep 14, 2022
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Di Orlando Sculli
foto di Reno Ammendolea

Partecipavano al gioco i bambini o i ragazzi poverissimi che, non avendo la disponibilità neppure di una monetina, utilizzavano le “cciappe”, piccole pietre piatte. Tracciata una riga per terra con uno stecco, ognuno “parava” ossia poggiava su di essa un pezzettino di tegola (stracu). Dopo la conta e secondo il turno, si effettuavano i tiri per abbattere gli “strachi”, seguendo un rituale particolare. Nella posizione del corpo proteso per il tiro, la mano destra si portava quasi fin sotto l’ascella sinistra e, con un gesto a traiettoria arcuata, si lanciava la “cciappa” per colpire gli “strachi”. Si tirava fino a quando non fosse stato abbattuto l’ultimo pezzettino di tegola. Terminata la partita, si cominciava da capo. Dopo aver deciso la fine del gioco, ognuno contava i propri pezzetti di tegola per capire chi fosse stato il vincitore. Poi si ritornava a casa, lasciando sul posto gli strumenti del gioco. Gioco praticato a Bruzzano e Motticella; le regole sono state riferite dai prof. Domenico Marino e Paolo Dieni di Motticella di Bruzzano.




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