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I primi cinquant’anni de I Bronzi di Riace

  • Writer: Tutt@ l@ C@l@bri@
    Tutt@ l@ C@l@bri@
  • Jun 6, 2022
  • 3 min read

di Giuseppe Panetta


Si, proprio così. Sono passati i primi 50 anni da quel fatidico 16 agosto 1972, quando in una assolata giornata sono stati avvistati e poi,il 21 e 22 agosto,recuperati quelle magnifiche statue in bronzo conosciute come “I Bronzi di Riace”.

Sono cinquant’anni di studi e di ricerche che non hanno ancora posto una parola definitiva sulla scoperta del secolo. Unica certezza: la magnificenza dei manufatti. Sono perfetti sotto ogni aspetto, scultoreo ed espressivo. Ed ogni volta che ci troviamo al loro cospetto per ammirare le loro fattezze sembriamo sottoposti ad osservazione e giudizio da entità venute da lontano per osservare e giudicare ogni nostro atteggiamento. Siamo osservati e giudicati utilizzando un sistema di giudizio di cui non conosciamo i parametri. Per questo le “Entità” rappresentate sfuggono al nostro controllo e si proiettano nell’iperuranio dove le idee si trasformano in atti concreti. E più concreti non potevano essere gli autori, sicuramente grandi se non unici nell’interpretare e trasformare l’informe bronzo in qualcosa di eccezionale ed unico al mondo. Realizzati, con ogni probabilità, tra il 450 ed il 400 a.C., in un luogo ancora ignoto, arricchivano il tempio di una Città Stato o di una Repubblica molto potente. Per questo ognuno di noi, semplice ammiratore o erudito studioso, si perde e rimane a bocca aperta dinanzi a tanta perfezione. Eppure di ipotesi se ne sono fatte e dette tante, tutte degne di attenzione e di studio. Altre talmente strampalate che non meriterebbero neppure un trafiletto in una sperduta pagina di un foglio di quartiere. Eppure sono, spesse volte, accostate a congetture straordinarie. Per questo, fino ad oggi non si è capito chi essi rappresentino e chi li abbia plasmati con tanta perfezione. Si sono fatti i nomi di eccelsi scultori dell’antica Grecia, ma non si è trovata la cosiddetta “pistola fumante” per identificarne uno. Cosicché Fidia, Policleto, Mirone, Pitagora sono i nomi più gettonati e ad ognuno di essi si è attribuitouno stilema o un chiasma identificativo. Altrettanto per i “rappresentati”. Si parla di Achille, dei Dioscuri, di Agamennone, di Ettore.Ognunodi loro sarebbe identificato per un particolare. Ma, al di là di questo, il Museo Archeologico di Reggio Calabria, dopo un lunghissimo restauro durato tantissimi anni e per diverse sedute, custodisce e offre all’ammirazione del mondo i Bronzi di Riace in un a sala a loro dedicata. Segno dell’importanza delle opere esposte, assieme alla testa del filosofo.

Sull’origine e sul perché si trovassero nelle acque prospicienti Riace si sono fatte tante congetture.Unadelle quali vuole che si sia trattato di un naufragio. Io dissento convintamente da questa teoria perché la postura del loro ritrovamento non consentirebbe una tale affermazione. E l’ho esplicitato in diverse pubblicazioni, ultima delle quali attualmente in distribuzione, anche sulle piattaforme online, dal titolo: “Bronzi di Riace 1972-2022 cinquant’anni di misteri”. In essa vengono esaminate le varie teorie e per ognuna vengono riscontrate delle criticità che non consentirebbero di affermare che si sia trattato di un naufragio. Né per mare in tempesta né per vasto incendio scoppiato a bordo della ipotetica, e mai ritrovata, nave che li trasportava lungo il Mediterraneo. I Bronzi non erano in viaggio, né verso Roma, come sostengono alcuni, né verso Costantinopoli come asseriscono altri. Gli scenari erano diversi e diverse erano le condizioni.

Per la ricorrenza del 50^ della loro scoperta la Regione Calabria ha stanziato la considerevole cifra di tre milioni di euro per programmare e sponsorizzare un evento con un programma alquanto ritardato. Specialmente nell’area del ritrovamento. Ad oggi non si hanno notizie precise ed il programma definitivo è in gestazione. Noi, nonostante il ritardo, vogliamo sperare che si possa recuperare il tempo perduto e che la Regione e la Locride possano essere al centro dell’interesse internazionale per un evento che dovrebbe fare da catalizzatore e sviluppare, anche turisticamente, una Regione tra le più belle e meno conosciute. Il cinquantesimo dei Bronzi potrebbe essere la chiave di volta.

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