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Il Codice Romano-Carratelli

  • Writer: Tutt@ l@ C@l@bri@
    Tutt@ l@ C@l@bri@
  • Oct 29, 2022
  • 2 min read

Associazione Culturale Mistery Hunters


Il Codice Romano-Carratelli è un manoscritto cartaceo risalente alla fine XVI secolo composto da 99 fogli di carta di grande qualità con filigrana in chiara evidenza e numerose figure acquarellate raffiguranti città fortificate, castelli, apprestamenti difensivi e territori della "Provincia di Calabria Ultra" del Regno di Napoli. L'incarico di realizzare il Codice fu una decisione della Amministrazione del Viceré Conte di Miranda (1586-1595). Il volume è un in folio, con legatura coeva in pergamena rigida, titoli manoscritti al dorso, alterato da una mancanza. Gli acquerelli, che vi figurano a mezza pagina, sono tracciati con colori naturali di fattura pregevole e la gran parte di essi presenta un testo illustrativo in elegante grafia cancelleresca dell'epoca facilmente leggibile. Le pagine descrivono località delle attuali province di Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Sono riportate le fortificazioni esistenti, individuando altresì i luoghi ove era necessario la costruzione di nuovi edifici difensivi per i quali viene redatto il progetto ed indicata la possibile spesa. La rappresentazione è corredata da note illustrative minuziose e descrittive dei luoghi, dei posti, delle distanze, delle tipologie costruttive, dei torrieri e dei cavallari oltre talvolta accenni ai Signori del posto, a chi ne aveva ordinato la costruzione nonché ai costruttori. Il Codice è il risultato di un lavoro lungo e difficile condotto in loco con grande professionalità ed assoluta precisione e con riscontri di certa rispondenza sia per le notizie riportate sia per quanto riguarda la rappresentazione e la toponomastica dei luoghi. Per questi motivi viene considerato opera di un tecnico (ingegnere o architetto). È probabile che il Codice sia rimasto ignoto in quanto copia unica e secretata dal Governo Vicereale per motivi di sicurezza dello Stato. Il manoscritto, di cui risulta ancora incerta l'attribuzione, è conservato nel Fondo Antico della Biblioteca della famiglia Romano-Carratelli. Per il suo carattere identitario e la valenza culturale, storica, topografica, geografica e antropologica, è stato proposto il suo inserimento nel Programma UNESCO "Memoria del mondo".

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