La novena di Natale
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Dec 10, 2022
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Con la Novena, il 16 Dicembre, si entrava nel clima caratteristico della festa oltre che per la Santa Messa celebrata prima dell’alba, generalmente alle ore 4,30, per consentire la partecipazione ai contadini che si dovevano recare al lavoro presto, specialmente per il caratteristico suono della Zampogna o meglio “da cerameda” del complessino banda pilusa.
Il pomeriggio del 24 era dedicato alla preparazione delle zeppole che appena fritte ne venivano portate ai vicini di casa ed ai parenti.
La sera si preparava la cena a base di stocco, baccalà e broccoli (bianchi e neri).
Per arrivare a 13 pietanze di aggiungevano salumi e formaggi casalori, insalata dell’orto (e finocchi),frutta di stagione come mandarini e arance o secca come le noci,castagne al forno, fichi secchi, lupini e dolci tipici.
.La scelta del numero tredici rimanda alla fase apostolica di Gesù e quindi alla presenza dei dodici apostoli che sedevano durante il Cenacolo intorno a Cristo.
In alcune zone della Calabria però le pietanze possono essere anche 9 , come i mesi dell'attesa o 7 come le virtù, ma sempre rigorosamente a base di verdure, ortaggi e pesce conservato o fresco.
”La cena della Vigilia nella Calabria contadina di un tempo era più importante del pranzo di Natale, era il momento magico in cui la famiglia si riuniva per accogliere degnamente il Bambinello e per il quale si lavorava duramente tutto l'anno.
. La sera della Vigilia, poi, si lascia tutto apparecchiato sulle tavole perchè si dice che "u Bambinegliu" viene a mangiare
Verso le ore 23,00, sempre della vigilia, si lasciavano i giochi e ogni altra faccenda per partecipare tutti alla Santa Messa della Natività. Le Chiese traboccavano di fedeli i quali partecipavano con grande attenzione e trepidazione alla celebrazione della nascita del Bambino Gesù.
Quando il Sacerdote riponeva nella piccola culla a forma di mangiatoia il Bambino Gesù tutti cantavano commossi “Tu scendi dalle stelle”.
Generalmente alla fine della Messa, in Chiesa, o nelle sue immediate vicinanze, si svolgeva una breve processione con il Bambino Gesù e si terminava con il bacio di Gesù Bambino e lo scambio degli auguri di Natale tra i partecipanti.
In alcuni paesi, si accendeva in piazza un grande fuoco e si alimentava tutta la notte con la legna che i giovani avevano accumulato da giorni. I paesani dopo la messa di mezzanotte si ritrovavano attorno al falò per scambiarsi gli auguri, gustare i classici cullurielli e per trascorrere in compagnia la nottata accompagnati dalla musica popolare. Il fuoco è simbolo della purificazione dal peccato originale e veniva acceso simbolicamente per bruciare tutto ciò che di negativo c'è stato in passato .




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