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Nnaru nnaru

  • Writer: Tutt@ l@ C@l@bri@
    Tutt@ l@ C@l@bri@
  • Jan 7, 2023
  • 1 min read


di Orlando Sculli

Venivano segnati quattro punti, corrispondenti ai vertici di un quadrato ideale, con i lati di circa dieci metri. Quattro ragazzi occupavano i quattro posti ed al centro si poneva il sorteggiato nella conta che ad alta voce cominciava a recitare: “Nnaru-nnaru gliá Peppi (o altro nome) è u meu pagghjáru!”. L’interpellato doveva lasciare il posto a lui, mentre anche gli altri tre lasciavano il proprio. Nasceva una gara tra i quattro, che di corsa cercavano di occupare i tre posti. Chi restava fuori doveva trasportare sulle spalle i quattro ad uno ad uno, dal posto occupato in precedenza a quello opposto. Come ricompensa gli toccava di guidare il gioco nella partita successiva. Le regole sono state riferite dai prof. Domenico Marino e Paolo Dieni di Motticella di Bruzzano

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