Quattru quattr’ottu
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Feb 9, 2023
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di Orlando Sculli

Chi risultava ultimo nella conta era costretto a “buzzari” ossia a mettersi a “culu a ponti” con la faccia nelle mani del “mastru” o della “mamma”, ruolo svolto dal primo della conta, che stava comodamente seduto su uno scalino o su un muretto. Il primo cominciava a saltare sul dorso del malcapitato, il più vicino possibile al “mastro” o “mamma”. Poi saltavano gli altri, che dovevano essere contenuti sul dorso del “condannato”, per quanto consentito dal numero dei partecipanti
Spesso, quando erano numerosi i giocatori, al primo si potevano aggiungere anche altri due penitenti, 61 il penultimo ed il terzultimo della conta, che si aggrappavano ai fianchi con la testa reclinata e posta tra le gambe di chi li precedeva. La regola prevedeva che i partecipanti, dopo avere spiccato il salto, al momento del contatto sulle spalle dei penitenti, non dovevano toccare terra con i piedi, altrimenti andavano a sostituire uno di quelli che stavano sotto. Chi non riusciva a resistere sulla schiena del sottostante e cadeva, subiva la stessa sorte. Così continuava fino a quando non fosse saltato sul dorso del penitente o dei penitenti, l’ultimo dei giocatori. A questo punto, con una certa lentezza, il “mastru” o “mamma”, recitava: “Quattru quattr’ottu, cíceri e bottu, cíceri e favi, scarricacanáli!” e tutti impunemente calavano giù. Il gioco ricominciava con gli eventuali malcapitati che, avendo infranto le regole del gioco, assumevano il ruolo in sostituzione dei penitenti precedenti




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