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Scarricanale

  • Writer: Tutt@ l@ C@l@bri@
    Tutt@ l@ C@l@bri@
  • May 30, 2023
  • 1 min read

di Orlando Sculli


Si formavano due squadre di numero pari. Una delle due, a sorte, veniva invitata a predisporsi per il gioco. Il primo componente della squadra sorteggiata si sosteneva con le mani ad un appoggio, che poteva essere uno scalino o altro, rimanendo piegato a 45 gradi e con le gambe divaricate. A seguire, tutti gli altri, con la stessa modalità, si aggrappavano ai fianchi del compagno che li precedeva con la testa reclinata, accostata al suo fondo schiena. A questo punto il primo giocatore della squadra avversaria, generalmente il più agile, dopo avere preso la rincorsa, saltava cercando di raggiungere il primo degli avversari, in modo che tutti quanti potessero essere contenuti sui dorsi dei sottostanti. Il numero ideale per squadra era di quattro giocatori, in quanto un numero maggiore avrebbe aumentato la difficoltà. Quando uno dei saltatori cadeva oppure toccava terra con le punte dei piedi, le squadre si avvicendavano nei ruoli. Il gioco era simile al “quattru quattr’ottu”. Regole riferite da Domenico Angilletta di Locri.


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