'u Vraseri
- Tutt@ l@ C@l@bri@

- Nov 18, 2022
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di Paola Morabito
“U' vraseri”
Il braciere altro non è che un contenitore di rame o di ferro con due manici laterali al cui interno si accendeva il fuoco e si ricavava la brace che avrebbe dovuto riscaldare le fredde abitazioni durante le giornate. invernali.Poggiava su un cerchio di legno costruito artigianalmente con un foro al centro per ospitare Ia bacinella con la brace viva. Fino a 60 anni fa era un oggetto in uso nelle famiglie di qualunque ceto sociale e dava la possibilità di riscaldare un ambiente attraverso l'utilizzo del carbone, un combustibile naturale prodotto con legna purissima ricavata dai nostri boschi silani e aspromontani, lavorata grazie alla bravura d’uomini umili e forti: i carbonai .Certo la carbonella ricavata non aveva il potere che ebbero i termosifoni; riscaldare ogni angolo della casa era impossibile le stanze restavano lo stesso fredde, il calduccio si percepiva solo se si stesse seduti vicino.”. Preparare la brace ” era un'arte, alla base era disposta la carbonella e pezzi di carbone sul quale si adagiava della carta con piccoli rametti secchi, si accendeva( s'aggljiumava” ) soffiando forte (fiuffjiandu) con un ventaglio di vimini o un pezzo di cartone per alimentare il fuoco.Era preparato all'esterno dell’abitazione, poiché il carbone sprigionava dei vapori nitrosi molto tossici e molto dannosi per la salute tanto da causarne la morte se inalati in ambienti chiusi. Dopo un paio d'ore quando il carbone, s'era trasformato in brace era trasferito in casa e inserito con la bacinella nel corretto buco della “ conca”. Essa serviva anche da “poggiapiedi”, dunque era qui, attorno a questo cerchio che si riuniva la famiglia nelle sere d'inverno, intrattenendosi fino a tardi; mangiando lupini, ceci e fave abbrustolite e, raccontandosi storie “ cunti” veri o immaginari fino a quando la brace non diventava cenere calda.





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