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REGGIO CALABRIA
NOME ABITANTI:
reggini
SANTO PATRONO :
San Giorgio - 23 aprile
ORIGINE NOME
Il paese fu identificato nel corso dei secoli con diversi nomi, R(h)egium dai romani, Regium Iulium con Augusto. Durante la dominazione normanna assunse il nome di Rise. Potrebbe collegarsi al greco rhegnumi (rompo) o al latino rex regis (re) o regnum (regno). La specifica identifica la sua posizione geografica.
ELENCO BENI PATRIMONIALI
Ampia spiaggia - Lungomare (il Km più bello d'Italia)- Museo archeologico- museo San Paolo - Museo Diocesano - Museo dello strumento musicale - Museo di biologia - Museo dell'artigianato tessile - Museo del presepio - Museo etnografico - Museo della civiltà contadina - Pinacoteca civica - Museo agrumario - Villa Zerbi- Castello Aragonese
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI
Cardeto 9,7km | Calanna 9,8km | Laganadi 9,9km | Sant'Alessio in Aspromonte 10,9km | Fiumara 11,4km | Campo Calabro 11,7km | Motta San Giovanni 12,3km | Santo Stefano in Aspromonte 13,0km | San Roberto 13,0km | Villa San Giovanni 13,2km | Scilla 16,4km | Montebello Jonico 16,5km | Bagaladi 16,8km | San Lorenzo 18,8km | Condofuri 20,9km | Roccaforte del Greco 21,6km | Roghudi 22,3km | Melito di Porto Salvo 23,1km | Bagnara Calabra 23,6km | Sant'Eufemia d'Aspromonte 24,0km
NOTIZIE AGGIUNTIVE
Fondata intorno alla metà del secolo VIII a.C., si chiamò in origine Rhegion. Ben presto acquistò grande rilevanza, grazie alla posizione geografica, che le consentiva il controllo di una delle più importanti vie commerciali dell’antichità. Devastata dal tiranno Dionisio di Siracusa, risorse con Dionisio il Grande, che le diede il nome Febea. I romani la chiamarono RHEGIUM e con Augusto divenne REGIUM IULIUM. Alcuni studiosi riportano il toponimo a una base pre-indoeuropea di valore idronimico, mentre, stando alla tradizione classica, si tratterebbe di un derivato del greco “règnumi”, ‘rompo’, o del latino REX, REGIS, ‘re’, o REGNUM, ‘regno’. Sede vescovile sotto i bizantini, nel secolo VIII assurse ad arcivescovato. Saccheggiata dai saraceni, passò poi sotto vari dominatori, senza mai decadere: gli aragonesi le concessero numerosi privilegi e il titolo di metropoli della Calabria. I tanti terremoti che l’hanno colpita, l’ultimo al principio del ‘900, non hanno intaccato il suo splendore. Tra le testimonianze storico-architettoniche spiccano: il castello aragonese; il duomo che, ricostruito dopo il sisma del XX secolo, contiene pregevoli opere d’arte, alcune tombe cinque-seicentesche e un ricco tesoro; la chiesa degli Ottimati, con parte delle colonne e del pavimento originari, provenienti dall’abbazia basiliana di Santa Maria di Terreti; i ruderi dell’antica cinta muraria e di altre opere di contenimento, del II e I secolo a.C.; i resti delle terme romane, con pavimenti musivi, a tessere
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