Totale 50 comuni
Acquaro - Arena - Briatico - Brognaturo - Capistrano - Cessaniti - Dasà - Dinami - Drapia - Fabrizia - Filadelfia - Filandari - Filogaso - Francavilla
Elenco beni patrimoniali



Briatico
NOME ABITANTI:
briaticesi
SANTO PATRONO :
San Nicola da Bari - 6 dicembre
ORIGINE NOME
Chiamato nei documenti con il nome di Euriatikon potrebbe derivare dal nome greco Euriates con l'aggiunta del suffisso -ikos che ne indica possesso. Potrebbe anche derivare dal nome latino di persona Ebriaticu. Secondo un'alta ipotesi il nome deriva dal greco briaon, ossia robusto.
ELENCO BENI PATRIMONIALI
Ampia spiaggia - Villa Marzano (in frazione San Costantino) - Palazzo Bisogni - Palazzo Satriano -
Palazzo Lombardi Satriani - Fontana Sor Iacopo - Chiesa della Madonna delle Grazie (in frazione Mandaradoni) - Chiesa del Carmine -Cappella del Carmine o della Madonnella (a Briatico) -
Chiesa di San Giacomo (in frazione Conidoni) - Chiesa della Madonna di Costantinopoli (in frazione San Costantino) - Chiesa dell'Assunta (in frazione Potenzoni) - Chiesa di San Pietro (in frazione Paradisoni) - Chiesa di San Nicola - Chiesa di San Michele Arcangelo (in frazione Sciconi)
Chiesa di San Leone Magno (in frazione San Leo)
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI
Zambrone 4,8km | Cessaniti 7,0km | VIBO VALENTIA 7,9km | Zungri 8,8km | Stefanaconi 9,6km | Sant'Onofrio 10,2km | Parghelia 10,8km | Ionadi 11,0km | San Costantino Calabro 11,0km | San Gregorio d'Ippona 11,1km | Zaccanopoli 11,2km | Pizzo 11,6km | Filandari 12,3km | Drapia 12,5km | Tropea 13,2km | Mileto 13,3km | Maierato 13,5km | Francica 13,6km | Rombiolo 15,2km | Spilinga 15,4km
NOTIZIE AGGIUNTIVE
Abitata fin da età antica, stando ai resti di una necropoli e di varie ville romane rinvenuti lungo la costa, sarebbe stata fondata dai locresi, all’epoca del loro passaggio a Vibona. Il toponimo deriva probabilmente dal personale greco Euriàtes, con l’aggiunta del suffisso -ikos, che indica appartenenza. Capoluogo di una baronia comprendente anche Cessaniti, nella seconda metà del Duecento fu concessa al nobile Nicola de Traina, al quale subentrarono Adamo d’Elmis e Gilberto de Sentillis. Assegnata in seguito ai Marzano, principi di Rossano, sul finire del XV secolo fu venduta da Ferrante II ai de Castro Bisbal. Oggetto di altri passaggi di proprietà, ebbe come ultimi feudatari i Pignatelli di Monteleone. Tenacemente borbonica ai tempi della Repubblica Partenopea, fu allora compresa nel cantone di Tropea. I francesi, all’inizio dell’Ottocento, ne fecero dapprima un’università del cosiddetto governo di Parghelia e poi il capoluogo di un circondario, la cui giurisdizione fu ampliata col riordino amministrativo della regione disposto dai Borboni. Già sconvolta dai terremoti della metà del XVII secolo e della fine del XVIII, fu gravemente danneggiata anche dal sisma del principio del Novecento. Tra le testimonianze del suo patrimonio storico-architettonico figurano: la chiesa parrocchiale, dedicata a San Nicola vescovo; le rovine della parte vecchia dell’abitato, che conservano anche i ruderi del castello medievale, e i resti di una torre di vedetta costiera, detta “la rocchetta”, del XVI secolo, facente parte del sistema difensivo anti-saraceno.
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