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Totale 27 comuni

Belvedere di Spinello

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Belvedere di Spinello

NOME ABITANTI:  

belvederesi

SANTO PATRONO :

Madonna della Pietà - primo martedi di giugno

ORIGINE NOME

Il nome del luogo è di chiara provenienza: "Belvedere" si riferisce alla posizione geografica del paese che sorge su di un colle. Spinello è il nome di una frazione e deriva da spina con l'aggiunta del suffisso -ellu.

ELENCO BENI PATRIMONIALI

Santuario Santa Maria della Pietà - Chiesa SS. Trinità - Chiesa del San Salvatore (a Spinello)

POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI

Santa Severina 7,2km | Casabona 7,4km | Roccabernarda 8,4km | Caccuri 9,8km | Cerenzia 10,0km | Rocca di Neto 10,8km | Cotronei 10,9km | Pallagorio 11,1km | Scandale 11,4km | San Nicola dell'Alto 11,5km | Verzino 11,5km | San Mauro Marchesato 12,0km | Castelsilano 12,3km | Carfizzi 13,1km | Petilia Policastro 13,9km | Savelli 15,0km | Strongoli 15,6km | Umbriatico 16,2km | Melissa 16,4km | Mesoraca 17,1km

NOTIZIE AGGIUNTIVE 



In passato si è chiamata Belvedere di Levante, di Terra Giordana o Malapezza, da un feudo rustico poco distante. Il nome attuale fu assunto nel 1863, quando un regio decreto aggiunse alla prima parte, di chiara origine, la specificazione che, riferita al vicino abitato di Spinello (detto anche Monte Spinello), è un derivato di “spina”, col suffisso -ellu. Nel corso del XV secolo, vi si insediarono delle colonie albanesi. Compresa nel principato di Cerenzia fin verso la metà del Quattrocento, in seguito registrò diversi passaggi di proprietà: possedimento dei Riario, dei Carafa, degli Spinelli e dei Lucifero, dall’inizio del XVII secolo appartenne ai nobili casati dei Barbaro, dei Rota, degli Sculco e dei Giannuzzi-Savelli. Ottenne l’autonomia comunale dopo la Repubblica Partenopea. Con la creazione, nell’Ottocento, della nuova provincia di Reggio di Calabria, fu assegnata a quella di Catanzaro, passando poi alla provincia di Crotone. Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: le chiese parrocchiali dei due nuclei abitati, costruite nel XVII-XVIII secolo, con segni di rimaneggiamenti ottocenteschi; la chiesa di Santa Maria della Scala, con annesso un eremo rupestre; i ruderi di un seicentesco convento degli agostiniani; il palazzo Pignatelli; le sepolture “a grotticelle”, sul monte Castello; la masseria Polligrone, realizzata dalla famiglia Barracco, nel XIX secolo.

Contenuto estratto da Italiapedia

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