Totale 27 comuni
Belvedere di Spinello - Caccuri - Carfizzi - Casabona - Castelsilano - Cerenzia - Cirò - Cirò Marina - Cotronei - Crotone -
Cerenzia




Cerenzia
NOME ABITANTI:
cerentinesi
SANTO PATRONO :
San Teodoro Martire - 9 novembre
ORIGINE NOME
In passato il paese era chiamato Casino, poi il nome fu considerato sconveniente e quindi l'amministrazione pubblica lo mutò nel 1950 in quello attuale, formato da Castello e silano che deriva dal nome del monte che sorge nei pressi.
ELENCO BENI PATRIMONIALI
Palazzo Tallerico - Palazzo Lamanna - Chiesetta della Madonna della Campagna -
Cappella di San Leonardo - Chiesa di Santa Maria Immacolata - Fontana del Missile Apollo-Pace, nel rione Colla
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI
Caccuri 2,0km | Castelsilano 3,0km | San Giovanni in Fiore (CS) 7,3km | Savelli 7,7km | Cotronei 9,6km | Belvedere di Spinello 10,0km | Verzino 10,1km | Pallagorio 13,1km | Roccabernarda 14,3km | Petilia Policastro 14,5km | Casabona 15,1km | Santa Severina 15,5km | Umbriatico 17,0km | San Nicola dell'Alto 17,3km | Carfizzi 18,0km | Mesoraca 18,7km | Campana (CS) 19,2km | Bocchigliero (CS) 19,7km | San Mauro Marchesato 19,8km | Scandale 20,5km
NOTIZIE AGGIUNTIVE
Il borgo di Cerenzia Vecchia in Calabria, sorge a poca distanza dall'antica Acherontia.
Fu fondata dagli Enotri, contava 7000 abitanti, aveva nove Chiese e un Vescovado, i cui resti della cattedrale sono tuttora presenti nel Parco Archeologico della Cerenzia Vecchia. L’antica città prende il nome dal fiume Lese, un affluente del Neto che nasce dal Monte Sordillo, più precisamente dal versante orientale dell'altopiano della Sila.
Sul suo nome e sulle sue origini storia e leggenda si confondono. E' legata a una leggenda del XVI secolo.
Era l'anno 1528 e gli abitanti di Cerenzia, erano in fila alla fontana del paese per prendere la propria razione quotidiana d’acqua. Quel giorno, però, non fu come gli altri. All’improvviso, infatti, la gente si trovò di fronte un drago a sette teste che sputava fuoco. I cerenzioti in fuga si rivolsero al vescovo che disse: «Quello è il redivivo drago dalle sette teste che, attorno al mille, divorò un cristiano al giorno per un intero anno. Un uomo qualsiasi non potrà mai sconfiggerlo. L’unico che può riuscirci è San Teodoro d’Amasea, capace di uccidere la bestia più grande e feroce di questo mondo con un sol colpo di spada».
Teodoro D'Amasea accetto' di difendere il paese, Gli abitanti guidati dal condottiero andarono a svegliare il drago che dormiva nella grotta facendolo uscire allo scoperto cosi che San Teodoro lo acceco' di un occhio uccidendolo dopo.
Da allora divenne il protettore del paese e viene ricordato in una festa solenne ogni 9 novembre
