Totale 27 comuni
Belvedere di Spinello - Caccuri - Carfizzi - Casabona - Castelsilano - Cerenzia - Cirò - Cirò Marina - Cotronei - Crotone -
Cotronei




Cotronei
NOME ABITANTI:
cotronellari
SANTO PATRONO :
San Nicola - 6 dicembre
ORIGINE NOME
Il nome del paese deriva da "i Cotronei", più precisamente "la famiglia dei Cotronei", ossia delle persone "provenienti da Crotone".
ELENCO BENI PATRIMONIALI
Turismo montano ( Villaggio Palumbo)
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI
Petilia Policastro 4,9km | Caccuri 7,7km | Roccabernarda 8,1km | Mesoraca 9,1km | Cerenzia 9,6km | Belvedere di Spinello 10,9km | Santa Severina 11,2km | Castelsilano 12,4km | Petronà (CZ) 12,9km | San Giovanni in Fiore (CS) 13,6km | San Mauro Marchesato 13,8km | Marcedusa (CZ) 15,3km | Cerva (CZ) 15,3km | Belcastro (CZ) 15,6km | Scandale 16,0km | Andali (CZ) 16,1km | Sersale (CZ) 17,0km | Savelli 17,3km | Casabona 18,3km | Verzino 18,3km | Taverna (CZ) 22,9km
NOTIZIE AGGIUNTIVE
Centro montano, di antiche origini, con un’economia basata sull’agricoltura, cui si affiancano modeste iniziative industriali. Gli apriglianesi, che presentano un indice di vecchiaia nella media, risiedono soprattutto nel capoluogo comunale e nelle località Agosto, Corte, Petrone, Vico e Borgo Torre Spineto; il resto della popolazione si distribuisce tra numerosi nuclei urbani minori e case sparse. Il territorio, comprendente anche parte dei laghi Arvo e Ampollino e l’area disabitata Botte Donato, ha un profilo geometrico irregolare, con differenze di altitudine molto accentuate. L’abitato, interessato da una forte crescita edilizia, ha un andamento plano-altimetrico vario. Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, spicca l’immagine di San Sebastiano, legato a un tronco d’albero e trafitto da cinque frecce nere. Lo stemma usato attualmente dal comune è quello riprodotto in alto: vi si raffigura il dio Crati, disteso sul letto di un fiume e accompagnato, sullo sfondo, da alcune montagne.
Storia
Sorta in epoca bruzia, quando si chiamò Arponio, nome mantenuto fino al XII secolo e che significa “attraversata dal Crati”, viene da alcuni identificata con l’antica Absistro. Il toponimo, che in un documento del Trecento compare nella forma Apriliano, deriva dal personale latino APRILIUS, con l’aggiunta del suffisso -ANUS. A lungo casale del capoluogo provinciale, verso la metà del XVII secolo entrò a far parte dei domini del granducato di Toscana, da cui fu staccata dopo poco, a seguito della rivolta di Celico. Inclusa nel cantone di Cosenza, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo assetto amministrativo dato dai francesi al regno di Napoli, all’inizio dell’Ottocento, fu dapprima compresa nel cosiddetto governo di Pietrafitta e poi elevata a capoluogo di circondario. Già gravemente colpita dal terremoto della prima metà del XVII secolo, fu danneggiata anche dal sisma del principio del Novecento, venendo inserita nell’elenco degli abitati da consolidare a totale carico dello stato. Il patrimonio storico-architettonico annovera: la chiesa di Santa Maria delle Grazie, contenente, tra l’altro, una pregevole tela, del XVI secolo; la parrocchiale di San Demetrio, con l’interno arricchito da opere lignee intagliate, del Seicento, a Grupa; la chiesa di Santa Maria, in cui si conserva un gruppo marmoreo rinascimentale, a Vico, e quella di Santo Stefano, nell’omonima località. Interessante è anche l’eremo di San Martino di Canale, di origine medievale, dove pare abbia dimorato e sia morto Gioacchino da Fiore.
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