Totale 27 comuni
Belvedere di Spinello - Caccuri - Carfizzi - Casabona - Castelsilano - Cerenzia - Cirò - Cirò Marina - Cotronei - Crotone -
Casabona



Casabona
NOME ABITANTI:
casabonesi
SANTO PATRONO :
San Nicola - 6 dicembre
ORIGINE NOME
Sulle origini del nome sono state elaborate diverse teorie.
Alcuni ritengono che Casabona, un tempo Casinova, Terra Casiboni, Casalbuono, deriverebbero dal latino Casabundia, ossia " pronto a cadere" , un qualcosa di precario.
Secondo altri deriverebbe dall'espressione CASA come abitazione buona
ELENCO BENI PATRIMONIALI
Chiesa Parrocchiale di San Nicola -
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI
San Nicola dell'Alto 4,6km | Carfizzi 6,5km | Belvedere di Spinello 7,4km | Pallagorio 7,7km | Rocca di Neto 8,6km | Strongoli 8,6km | Melissa 9,0km | Verzino 10,7km | Umbriatico 11,9km | Santa Severina 12,1km | Scandale 14,0km | Roccabernarda 14,7km | Cerenzia 15,1km | Caccuri 15,7km | San Mauro Marchesato 16,3km | Castelsilano 16,4km | Savelli 17,0km | Cirò 17,3km | Cotronei 18,3km | Crucoli 19,7km
NOTIZIE AGGIUNTIVE
Maggio 2021
Identificata da alcuni con l’antica Chone, fu abitata fin da epoca remota, come testimoniano i reperti rinvenuti nella zona. Il toponimo, che in documenti del XIV secolo compare nelle forme Casuboni e Casubonu, è composto di “casa” e dell’aggettivo “bona”; non manca però chi si richiama al latino CASABUNDIA, avente il significato di ‘prossima a cadere’. Possedimento dei Sangiorgio, nel Duecento, nel secolo successivo passò agli Abenate, ai quali subentrarono i Ruffo di Montalto Uffugo, i Cavaniglia, i d’Aragona, i Pisciotta, gli Spiriti, i Rossi, i Moccia e i Crispano. Ultimi feudatari furono i Capecelatro. Danneggiata dal terremoto della prima metà del Seicento, che aveva reso franoso il territorio su cui sorgeva, venne quasi del tutto abbandonata dalla popolazione e ricostruita intorno al monastero di San Bernardino. Fu gravemente colpita anche dal terremoto della seconda metà del XVIII secolo. Compresa nel cantone di Cirò, col nome Casalbuono, ai tempi della Repubblica Partenopea, con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu inclusa dapprima tra le università del cosiddetto governo di Strongoli e poi tra i comuni del circondario facente capo a questo centro. La storia post-unitaria segue quella del resto della regione. Del patrimonio storico-architettonico fanno parte diversi edifici di culto, tra cui figurano: la chiesa parrocchiale, contenente, tra l’altro, un pregevole dipinto settecentesco; la chiesa delle Croci e quelle dell’Immacolata e di San Giovanni Battista, a Zinga. Interessanti sono anche: il convento di San Francesco; il palazzo Tallarico; i resti di Casalbuono; una necropoli romana, alcune grotte di cavernicoli, dell’età della pietra, e un sepolcreto indigeno di uno stanziamento protostorico, della prima età del ferro, nelle campagne circostanti.
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