Totale 27 comuni
Belvedere di Spinello - Caccuri - Carfizzi - Casabona - Castelsilano - Cerenzia - Cirò - Cirò Marina - Cotronei - Crotone -
Carfizzi



Carfizzi
NOME ABITANTI:
carfizzoti
SANTO PATRONO :
Santa Veneranda - ultima domenica di luglio
ORIGINE NOME
Il nome deriva dal greco Karphitsion da karphitza, ossia "spilla" che forse si riferiva ad un nome di persona.
ELENCO BENI PATRIMONIALI
Palazzo Corritore - Palazzo Leonetti - Palazzo Rizzuto - Fontana Asturi - Chiesa di Sant'Antonio -
Chiesa di Santa Veneranda - Il Comune appartiene all' Area Minoranza Linguistica Albanese (Arbëresh) - Cascata Giglietto
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI
San Nicola dell'Alto 2,0km | Melissa 4,8km | Pallagorio 5,6km | Casabona 6,5km | Umbriatico 7,0km | Strongoli 8,3km | Verzino 9,8km | Cirò 11,3km | Belvedere di Spinello 13,1km | Crucoli 13,2km | Rocca di Neto 14,0km | Cirò Marina 15,0km | Savelli 17,0km | Scala Coeli (CS) 17,6km | Campana (CS) 17,6km | Terravecchia (CS) 17,7km | Cerenzia 18,0km | Castelsilano 18,3km | Santa Severina 18,6km | Caccuri 19,2km
NOTIZIE AGGIUNTIVE
Maggio 2021
Paola Morabito
Si narra che gruppi di profughi della costa ionica, per porsi al riparo dalle continue incursioni saracene, si rifugiarono sulle alture, fondando i villaggi di Carfidi, Trivio e Santa Venera, dai quali, nella prima metà del XVI secolo, prese vita l’attuale borgo. Popolata da una colonia di albanesi, deriva probabilmente il toponimo dal greco “karfìtsion”, diminutivo di “karfìtza”, ‘spilla’. Feudo della famiglia Morano, che ne recuperò il possesso dopo un breve periodo di reggenza da parte dei Badolato, pervenne in seguito ai Sersale, ai de Filippis, ai Pisciotta, ai Caracciolo di Belcastro, ai Moccia, ai Crispano e infine ai marchesi Malena, sotto la cui signoria rimase fino all’abolizione del feudalesimo. Col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu dapprima inclusa tra le università del cosiddetto governo di Strongoli e poi retrocessa a località di San Nicola dell’Alto, facente parte del circondario strongolese, trasferito dai Borboni dalla provincia di Cosenza a quella di Catanzaro. Nel 1904, venne separata dal territorio sannicolese e costituita in comune autonomo. Tra i monumenti degni di particolare nota sono: la chiesa di Sant’Antonio e il palazzo Rizzuto.
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