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Albi
NOME ABITANTI: Albesi
SANTO PATRONO: San Nicola da Tolentino
ORIGINE NOME : Secondo alcuni deriva dal nome latino di persona Albius o dal cognome Albo. Una leggenda narra che il paese sia stato fondato in un luogo di proprietà di un certo Agostino Albo, da cui derivò il nome. Secondo altri deriva dal latino album (bianco) e si riferisce al colore delle pietre del paese.
PATRIMONIO: Museo delle arti e delle tradizioni Palazzo Coschi - Palazzo Curia - Palazzo Garcea (rione Dardanise) - Palazzo Parrotta - Monumento Corea, in piazza G. Levato - Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in largo Giovanni XXIII - Chiesa di Santa Caterina (in frazione San Giovanni d'Albi) - Chiesa della Madonna Assunta in Cielo - Chiesa dei SS. Apostoli Filippo e Giacomo
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI: Taverna 1,3km | Sorbo San Basile 2,4km | Magisano 3,0km | Fossato Serralta 3,5km | Pentone 4,5km | Sellia 5,6km | Zagarise 6,4km | Gimigliano 8,0km | Simeri Crichi 8,7km | Cicala 9,5km | San Pietro Apostolo 11,3km | Soveria Simeri 11,3km | Sersale 11,4km | Tiriolo 11,9km | Panettieri (CS) 12,7km | Cerva 12,7km | Carlopoli 12,7km | Miglierina 13,5km | Petronà 13,9km | Settingiano 14,5km
Sarebbe stata fondata, a principio del XVI secolo, da alcuni monaci domenicani, provenienti da Taverna e attratti dalla salubrità del luogo. La zona tuttavia fu abitata già in epoca medievale, come testimoniano i resti di un castello presenti in località Taverna Vecchia. Il toponimo potrebbe derivare dal personale latino ALBIUS o dal cognome Albo o Albi, diffuso soprattutto nel Cosentino. Non manca però chi ritiene che il borgo sia stato così chiamato per via delle abbondanti pietre bianche che si trovano nel territorio o che abbia preso il nome da un certo Agostino Albio, proprietario della vigna in cui un tale Bartolio avrebbe costruito il primo nucleo di case. Gravemente colpita dal terremoto della seconda metà del Settecento, seguì le vicende del feudo tavernese, di cui fece parte fino agli inizi del XIX secolo. Inclusa nel cantone di Catanzaro, ai tempi della Repubblica partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, a principio dell’Ottocento, fu posta sotto la giurisdizione di Taverna. La storia successiva alla restaurazione borbonica e all’annessione al regno d’Italia non si discosta da quella del resto della provincia. Nella seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento, perse parte del territorio, per la costituzione del comune di Sellìa Marina. Tra le testimonianze storico-architettoniche spicca la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, in cui si può ammirare, tra l’altro, una pregevole statua marmorea, di epoca rinascimentale. Oltre ai resti del castello medievale, interessanti sono anche i ruderi dell’antico convento degli agostiniani, del monastero e della chiesa di Santa Maria di Pesaca, del XII secolo.
contenuto estratto da italiapedia
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