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Belcastro
NOME ABITANTI: Belcastresi
SANTO PATRONO: San Tommaso D'Aquino
ORIGINE NOME :Il nome del paese è un composto di bellum e castrum, scelto dal re Carlo II d'Angiò nel 1330 che, da baronia qual era, la elevò a contea, affidandola a Tommaso II d'Aquino. Si crede che il termine bellum non derivi dal latino bensì dall'italiano, con evidente significato, mentre castrum si riferisca al latino, quindi il nome indica, un "bel castello (accampamento militare)" o, secondo alcuni, "bella città". Il nome attuale si contrappone all'antico nome di Genicocastro o Geneococastro ossia "Città delle origini" (dal greco ghénos, originario), dato dal generale bizantino Niceforo Foca nell'880, anno in cui scacciò dal paese gli arabi che l'occupavano dall'840. Secondo alcuni storici del IX secolo, la città veniva chiamata Kallipolis dal greco Kale (bella) e polis (città), questa ipotesi è stata però con il tempo screditata.
PATRIMONIO: Ampia spiaggia - Castello dei Conti d'Aquino Palazzo Poerio (detto anche palazzo Cirillo), costruito dalla famiglia dei duchi Sersale - Chiesa della Pietà - Chiesa di San Michele Arcangelo
Il comune è gemellato con - Isola Capo Rizzuto (Crotone-Calabria))
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI : Andali 1,6km | Cerva 3,8km | Petronà 3,9km | Marcedusa 4,4km | Sersale 5,2km | Cropani 5,6km | Mesoraca (KR) 6,5km | Petilia Policastro (KR) 10,7km | Zagarise 10,9km | Botricello 11,4km | Soveria Simeri 12,1km | Magisano 13,7km | Sellia 14,1km | Simeri Crichi 14,4km | Roccabernarda (KR) 15,0km | Sellia Marina 15,0km | San Mauro Marchesato (KR) 15,5km | Cotronei (KR) 15,6km | Albi 16,4km | Cutro (KR) 17,0km
Paola Morabito
Storia
Prima di assumere il toponimo attuale, che significa letteralmente ‘bel castello’, intorno ai secoli XIII e XIV era chiamata Genicocastro, nome composto dal latino CASTRUM, ‘castello’, e dal greco “gunè-gunaikòs”, ‘donna’, e inteso nel senso di ‘castello di donne’. Fantasiosa è la tesi che riporta la denominazione del borgo alla presunta esistenza nella zona di un tempio dedicato a Castore e a Polluce. Le notizie relative al Medioevo vedono il territorio assoggettato a più passaggi di proprietà: feudo dei Falloch, durante la dominazione normanna, pervenne in seguito ai conti D’Aquino, la cui dinastia si estinse nella seconda metà del Trecento. Nei secoli successivi fu assegnata ai Sanseverino, ai Guevara, a Federico d’Aragona, a Gian Giacomo Trivulzio, ai D’Avalos, ai Sersale di Cosenza e ai Caracciolo di Forino. Sede episcopale fino alla prima metà dell’Ottocento, ebbe come ultimi signori i Poerio, che ne ricevettero l’investitura nel XVIII secolo, conservandone il possesso sino all’abolizione del feudalesimo, sancita dalle riforme napoleoniche. Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la cinquecentesca parrocchiale di San Michele, in stile romanico; la chiesa della Pietà, nella quale è possibile ammirare pregevoli opere d’arte, tra cui una Madonna con Bambino, di fattura bizantina; il palazzo Poerio; i ruderi del castello dei D’Aquino e della torre detta “Mastra”.
contenuti estratti da italiapedia
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