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Aiello Calabro

NOME ABITANTI:  

Aiellesi

SANTO PATRONO :

San Geniale- Prima domenica di Maggio

ORIGINE NOME

Secondo alcuni deriva dall'ebraico ha-ggil che significa "ciò che è rotondo" perché la città in passato era collocata nei pressi di un vulcano. Secondo altri il nome si riferisce al latino agellus, ossia campiello. La specifica, che indica la sua ubicazione, risale al 1928

ELENCO BENI PATRIMONIALI

Castello - Chiesa di Santa Maria Maggiore - Chiesa di San Giuliano - Chiesa di San Cosmo e San Damiano
Chiesa di Maria SS. Delle Grazie - Cappella del SS. Sacramento - Cappella Cybo Malaspina

POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI

Cleto 3,1km | Serra d'Aiello 4,5km | San Pietro in Amantea 5,2km | Lago 5,9km | Grimaldi 6,5km | San Mango d'Aquino (CZ) 6,8km | Martirano Lombardo (CZ) 7,4km | Altilia 7,6km | Martirano (CZ) 8,1km | Amantea 8,1km | Malito 8,2km | Belmonte Calabro 8,5km | Nocera Terinese (CZ) 9,3km | Motta Santa Lucia (CZ) 11,2km | Conflenti (CZ) 11,4km | Pedivigliano 11,8km | Domanico 11,9km | Scigliano 12,1km | Carpanzano 12,2km | Belsito 12,4km

 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE 

Sorta in epoca remota, viene da alcuni identificata con la scomparsa Tilesio. Abitata dai greci fuggiti dalla Sicilia, a seguito dell’invasione degli arabi, si è chiamata a lungo Ajello, assumendo la denominazione di Ajello in Calabria con un regio decreto del 1864 e quella attuale nel 1928. Il toponimo deriva dal latino AGELLUS, ‘campicello’. Distrutta dai saraceni, verso la fine del X secolo, fu ricostruita e dotata di fortificazioni, che le consentirono di resistere all’assedio posto da Ruggero il Normanno. Dopo aver fatto parte del regio demanio, nella seconda metà del Duecento fu infeudata dagli angioini a Ludovico de Royle, cui subentrò Giovanni d’Angiò. Successivamente appartenne ai Siscara e ai Cybo-Malaspina, marchesi di Massa Carrara. Al centro di intensi traffici commerciali, grazie alle attività svoltevi dagli ebrei, fu gravemente colpita dal terremoto della prima metà del XVII secolo. Sul finire del Settecento, fu oggetto di una dura repressione borbonica, essendo stata tra le più sollecite località del versante tirrenico a innalzare l’albero della libertà. Inserita nel cantone di Belmonte Calabro, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu dapprima inclusa nel cosiddetto governo di Rogliano e poi elevata a capoluogo di circondario. Molto danneggiata anche dal sisma del principio del Novecento, negli anni Trenta del XX secolo perse Cleto e Serra d’Aiello, costituitisi in comuni autonomi. Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: la chiesa di San Giuliano, che ancora conserva l’abside medievale; quelle di Santa Maria Maggiore e Santa Maria delle Grazie; i ruderi del quattrocentesco castello dei Siscara e del convento dei frati minori osservanti; il palazzo Cybo-Malaspina, del XVI secolo, e il palazzo Viola, del Settecento.
Contenuto estratto da Italiapedia

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