Totale 155 comuni
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Cleto
NOME ABITANTI:
Cletesi
SANTO PATRONO :
Sant'Antonio di Padova - 13 giugno
ORIGINE NOME
Il nome attuale fu introdotto nel 1863, infatti l'antica denominazione era Petramala. Secondo la tradizione locale il nome deriva dall'antica città sulla quale fu realizzato l'attuale paese: Klete, dal nome greco di persona Kleta
ELENCO BENI PATRIMONIALI
Castello Savuto, di origini medievale - Castello di Cleto - Chiesa della Madonna del Soccorso - Chiesa della Consolazione
POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI
Serra d'Aiello 2,7km | Aiello Calabro 3,1km | San Mango d'Aquino (CZ) 4,5km | Nocera Terinese (CZ) 6,3km | San Pietro in Amantea 6,5km | Martirano Lombardo (CZ) 6,6km | Martirano (CZ) 7,8km | Amantea 8,7km | Grimaldi 8,8km | Lago 8,8km | Altilia 9,3km | Falerna (CZ) 9,8km | Belmonte Calabro 10,2km | Malito 10,6km | Conflenti (CZ) 11,1km | Motta Santa Lucia (CZ) 11,6km | Pedivigliano 12,7km | Gizzeria (CZ) 12,9km | Scigliano 13,4km | Carpanzano 14,0km
INFORMAZIONI AGGIUNTIVE
Fino al 1863 si è chiamata Pietramala, dal latino PETRA MALA, ‘pietra cattiva’, o dal nome della nobile famiglia che l’ebbe in feudo, durante la dominazione normanna. Il toponimo attuale, secondo alcuni, farebbe riferimento all’ubicazione del borgo, sorto sul sito dell’antica Klete o Cleta, località bruzia, distrutta dai crotoniati. Cleta, però, è attestato già nel XVI secolo, come nome del fiumicello che scorre nei pressi dell’abitato. Non manca neppure chi ritiene che esso derivi dal personale greco “Kleta”. Acquistata una certa importanza, nella seconda metà del Duecento fu assegnata a Guglielmo de Forest. In seguito passò ai Sersale, ai Marano e ai Siscar, conti di Aiello Calabro, ai quali subentrarono i Cavalcanti, i Cavallo di Amantea e i d’Aquino. Ultimi signori furono i Giannuzzi Savelli, che ne conservarono il possesso dalla prima metà del XVII secolo fino all’abolizione del feudalesimo, sancita dalle riforme napoleoniche. Col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio dell’Ottocento, fu inclusa dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Rogliano e poi tra i comuni del circondario aiellese, nella cui giurisdizione fu mantenuta anche dai Borboni. Annessa all’Italia unita, insieme al resto della regione, partecipò alle successive vicende nazionali e internazionali. Sul finire degli anni Venti del Novecento venne aggregata ad Aiello Calabro, tornando a essere autonoma nel 1937. Tra i monumenti figurano: i resti del castello duecentesco; la parrocchiale, di origini medievali, più volte rimaneggiata; la chiesa della Consolazione, del XVII secolo, con campanile a cuspide ricurva; i ruderi di un castello feudale, probabilmente del Cinquecento, a Savuto.
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