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Amendolara

NOME ABITANTI:  

Amendolaresi

SANTO PATRONO :

San Vincenzo Ferreri- ultima domenica di Aprile

ORIGINE NOME

Deriva dal dialetto calabrese ammendolara che significa mandorlo o luogo con mandorli. Secondo altri il nome deriva dal nome di famiglia La Mendelée.

ELENCO BENI PATRIMONIALI

Ampia spiaggia - Museo Archeologico Statale "V. Laviola" - Chiesetta di Santa Maria - Chiesa parrocchiale di Santa Margherita - Chiesetta dell'Annunziata (in località Piano della Lista)

POSSIBILITA' BREVI ESCURSIONI

Roseto Capo Spulico 4,2km | Castroregio 10,0km | Trebisacce 10,0km | Albidona 10,1km | Montegiordano 10,9km | Plataci 14,1km | Villapiana 16,0km | Oriolo 16,2km | Canna 17,1km | Alessandria del Carretto 17,3km | Rocca Imperiale 17,5km | Nocara 18,5km | Cerchiara di Calabria 19,9km | Francavilla Marittima 22,0km | Nova Siri (MT) 22,1km | Cersosimo (PZ) 22,5km | San Lorenzo Bellizzi 22,6km | San Paolo Albanese (PZ) 23,1km | San Giorgio Lucano (MT) 24,3km | Terranova di Pollino (PZ) 24,6km

 INFORMAZIONI AGGIUNTIVE 

Abitata già in età preistorica, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nel territorio, fu in seguito ellenizzata: si vuole sia l’antica Lagaria. Il toponimo, che in passato assunse anche le forme Amendolea, Amendolia e Mendolaia, corrisponde alla voce calabrese “ammendolara”, ‘mandorlo’, per cui ha il significato di ‘luogo di mandorli’. La sua storia non si discosta da quella delle località circostanti, assoggettate nel corso dei secoli a svariati passaggi di proprietà: possedimento dei Della Marra, dei Carafa e dei Pignatelli, dei Sanseverino appartenne pure ai Loffredo e ai Castrocucco. Questi ultimi, nella prima metà del Seicento, la vendettero ai Pignatelli, duchi di Bellosguardo, sotto la cui signoria rimase fino all’abolizione del feudalesimo, sancita dalle leggi napoleoniche. Assegnata al cantone di Tursi, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu dapprima inclusa nel cosiddetto governo di San Lorenzo Bellizzi e poi elevata a capoluogo del circondario comprendente Castroregio, Villapiana, Trebisacce, Albidona, Roseto e Montegiordano, che i Borboni trasferirono in quello di Oriolo. Tra i monumenti figurano: la chiesa parrocchiale di Santa Margherita, del Quattrocento, in cui si possono ammirare pregevoli opere d’arte, del XV e XVI secolo; la chiesetta dell’Annunziata, di origine medievale, con resti di affreschi quattrocenteschi, in località Lista; la chiesa di S. Maria e di S. Giovanni di tipo Armeno; il castello normanno-svevo, costruito, nella prima metà del 1100, su una precedente roccaforte longobarda, e il convento dei domenicani, del XVI secolo, con l’annessa chiesa.
Contenuto estratto da Italiapedia

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